L’agroalimentare campano ha ormai consolidato il suo ruolo di locomotiva del Sud, chiudendo l’ultimo anno con un export che sfiora i 4,8 miliardi di euro. In questo mosaico di successi, il Sannio rappresenta un gigante produttivo: con circa 10.000 ettari vitati, la provincia di Benevento genera da sola il 40% del vino regionale. Eppure, la sfida per le piccole e medie realtà del territorio non è più produrre di più, ma vendere meglio.
È in questo varco strategico che nasce ExportVision, l’iniziativa di Ida Savoia e Antonietta De Iorio. Non una semplice agenzia di intermediazione, ma una "centrale operativa" per trasformare le filiere agroalimentari in asset competitivi sui mercati internazionali, puntando su un modello che mette al centro l'identità produttiva e il valore delle comunità locali.
SCENARI E MERCATI: DOVE PUÒ VINCERE IL "PICCOLO SANNIO"?
"Per realtà parcellizzate come quelle sannite - spiegano De Iorio e Savoia -, la competizione sul prezzo è una battaglia persa in partenza contro i giganti globali. La partita si vince negli scenari di nicchia ad alto valore, che ExportVision ha individuato come obiettivi prioritari:
Il "nuovo lusso" dell’autenticità (USA e Nord Europa): In mercati maturi, cresce la domanda di vitigni autoctoni che sappiano trasmettere autenticità non strumentalizzata. Falanghina e Aglianico non sono solo vini, ma strumenti di racconto di un patrimonio millenario. Qui il Sannio può aggredire segmenti di prezzo premium, dove il consumatore cerca l’esclusività del territorio piuttosto che il marchio industriale.
Horeca di alta fascia in asia: Mercati come il Giappone o la Corea del Sud premiano la competenza e la reputazione. Portare le eccellenze sannite in questi contesti richiede una pianificazione commerciale chirurgica e una costruzione di reti distributive che ExportVision presidia direttamente.
Turismo di ritorno ed enoturismo: La strategia integrata proposta dalle fondatrici mira a generare un circolo virtuoso: chi assicura un posizionamento internazionale solido al prodotto, attira automaticamente flussi turistici qualificati verso le cantine e i frantoi del territorio.
LA VISIONE: TRASFORMARE IL TERRITORIO IN BRAND
"La promozione territoriale oggi non può essere slegata dalla strategia commerciale - spiegano ancora Savoia e De Iorio -. “Il progetto nasce proprio per colmare il gap tra la qualità del prodotto e la capacità di imporlo sui mercati in modo strutturato e coerente. In un’epoca in cui il 70% delle decisioni d'acquisto nel settore fine food è influenzato dall'origine e dalla storia del produttore, ExportVision si propone come il partner che trasforma questa storia in fatturato”.
L’obiettivo è ambizioso ma concreto: far sì che il Sannio non sia solo il "serbatoio" vinicolo della Campania, ma una regione capace di dialogare alla pari con i grandi terroir del mondo, dotando le proprie imprese degli strumenti necessari per affrontare l'internazionalizzazione con consapevolezza ed efficacia".