L’attacco del M5S alla premier. La crisi internazionale legata al conflitto con l’Iran accende lo scontro politico in Italia. Il Movimento 5 Stelle accusa il governo di mancanza di autonomia nella politica estera, mettendo a confronto la posizione della Spagna con quella dell’Italia. Il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini ha indicato nel premier spagnolo Pedro Sánchez un esempio di leadership politica capace di difendere gli interessi nazionali. Secondo il senatore pentastellato, “c’è una differenza enorme tra guidare un Paese e limitarsi a obbedire”, riferendosi alla scelta del governo spagnolo di criticare l’attacco preventivo contro l’Iran.
Il riferimento alla scelta di Madrid
Pirondini ha sottolineato che Sánchez ha condannato l’azione militare di Israele e degli Stati Uniti contro Teheran, giudicandola fuori dal diritto internazionale e potenzialmente destabilizzante. Il leader spagnolo, ha aggiunto il senatore, ha dimostrato che è possibile opporsi al regime iraniano e allo stesso tempo rifiutare un intervento militare ritenuto ingiustificato. Il punto più citato dal Movimento 5 Stelle riguarda la decisione attribuita al governo spagnolo di non autorizzare l’uso delle basi militari americane presenti sul territorio spagnolo. Una scelta che, secondo Pirondini, dimostrerebbe la volontà di difendere l’interesse nazionale del proprio Paese.
Le accuse a Meloni
Nel suo intervento alla trasmissione televisiva Agorà su Rai 3, il capogruppo M5S ha attaccato direttamente la presidente del Consiglio. Secondo Pirondini, Giorgia Meloni seguirebbe le richieste provenienti da Washington senza esprimere una posizione autonoma, rinunciando a esercitare un ruolo indipendente nella gestione della crisi internazionale. Il senatore ha accusato il governo di limitarsi a eseguire decisioni altrui, sostenendo che le conseguenze geopolitiche della guerra potrebbero ricadere anche sull’economia italiana. Tra i rischi indicati dal Movimento 5 Stelle l’aumento dei prezzi dell’energia e delle bollette per i cittadini.
La richiesta del Pd
Anche il Partito Democratico interviene nel dibattito politico sulla crisi. La segretaria Elly Schlein ha chiesto alla presidente del Consiglio di intervenire direttamente in Parlamento. Schlein ha spiegato di aver già avuto confronti con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e con il ministro della Difesa Guido Crosetto nelle commissioni parlamentari competenti, ma ha ribadito che non basta una spiegazione tecnica della situazione. Secondo la leader del Pd, il Paese ha bisogno di una valutazione politica da parte della presidente del Consiglio su una crisi che potrebbe cambiare gli equilibri internazionali.
“Sta saltando tutto”
Schlein ha definito la fase attuale uno snodo cruciale per il futuro del mondo, dell’Europa e dell’Italia. La segretaria democratica ha avvertito che il sistema internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale rischia di essere messo in discussione, con la possibile erosione dei principi del diritto internazionale. Se questo impianto dovesse crollare, ha spiegato Schlein, l’unica regola rimarrebbe quella della forza e del potere economico, uno scenario che l’Europa non può permettersi di accettare.