Avellino

Gomma o non gomma, il sogno è arrivare a Benevento in 12 minuti e a Fisciano in 10 minuti. Ingegneria e Medicina presso Unisannio e altre decine di branche per Unisa, campus, quest'ultimo, oramai saturo per tutti gli studenti che avessero intenzione di seguire in loco i corsi presso l'ateneo. Una piccola grande rivoluzione a favore di migliaia e migliaia di ragazzi, che proprio attraverso i collegamenti su ferro, potrebbero superare il feroce pendolarismo cui sono sottoposti per raggiungere le università sfruttando i mezzi dell'Air. Da Avellino, per Fisciano, solo per fare un esempio, il tempo di percorrenza è di un'ora e mezza, perché il bus dell'Air (tra l'altro non concepito solo come collegamento universitario) fa il giro delle sette chiese, ottimizzando la copertura della tratta collegando anche altri comuni. Un incubo se si ascoltano i racconti dei ragazzi “fuori sede” impegnati quotidianamente. L'altro incubo è la maledizione del monte Pergola e del cantiere che da dieci anni imperversa nelle gallerie, dettando i tempi dei disastri. Insomma, i collegamenti su ferro sarebbero una magia, un benefico sortilegio a favore di chi, alla fine, rappresenta il futuro di tutto: la migliore gioventù.

Lo stallo dei cantieri per l'elettrificazione, verso Benevento per un sequestro a Tufo e finito nelle maglie macchinose e lente della magistratura, verso Fisciano per “logiche” di importanza politico-territoriale (Rfi preferisce investire sugli ammodernamenti Salerno-Paestum) è lo specchio del peso specifico di una politica oramai cieca e sorda riguardo il futuro del capoluogo e della provincia. Ed è agghiacciante vedere che asseriti o autoproclamati leader si fanno ritrarre su manifesti e campagne social immersi in mazzi di mimose, piuttosto che concentrarsi su orizzonti, programmi e soluzioni. Uno a uno, potessimo, li metteremmo a bordo di quei bus che i ragazzi prendono per andare all'Università, per le sessioni d'esame a giugno o a luglio: giusto per vedere l'effetto che fa.

Senza alcun timore reverenziale ricordiamo i nomi di lorsignori, che di questa sporca faccenda non hanno mai parlato. I nostri tre consiglieri regionali Maurizio Petracca, leader maximo del Pd irpino, Livio Petitto, attualmente di Forza Italia, Vincenzo Alaia, renzian-riformista, che due balbettii recenti li ha avuti (strano ma vero) sulla candidatura di Walter Giordano ma non sulla Ferrovia. Ma anche sul versante sannita, il figlio del potente Clemente, Pellegrino Mastella, qualche voto lo ha racimolato definendo l'elettrificazione della linea Benevento-Avellino-Salerno una “priorità” e una misura chiave. Già, era novembre scorso, quando un posto in Consiglio regionale valeva qualche promessa, sostenuta anche dal papà Clemente, che chiedeva “un confronto serio ed articolato con Rfi sulla velocità dei cantieri”.

E non è un caso che, se qualcosa si farà, sarà grazie a Gaetano Manfredi o a Mario Casillo, assessore regionale ai Trasporti, due napoletani. Come mai ci viene da pensare a Salvatore Di Giacomo e a quel muscaglione che t' gir attuorn e t' canta na ninna nanna e tu t'adduorm...?