di Paola Iandolo
Giovanni Limata condannato in via definitva a sedici anni di carcere per l'omicidio di Aldo Gioia, ora è indagato per stalking e ricettazione. Nel mirino dei messaggi intimidatori mandati da Limata dal carcere di Bellizzi Irpino, la vedova Gioia. E' accaduto nel febbraio 2025 quando il giovane di Cervinara è entrato in possesso di un telefonino. Ha sotto il nick name CiroRicci666 ispirandosi alla serie televisiva "Mare Fuori" mandato la richiesta di amicizia alla vedova su instagram e Tik tok. Non contento invita anche l'altra figlia.
Le minacce
Nei messaggi che le inviava - dopo che la vedova aveva accettato la richiesta di amicizia per timore – Limata le riferiva di scriverle perché non era riuscito a mettersi in contatto con Elena, ristretta anche lei nel carcere di Bellizzi Irpino per espiare la condanna per l’omicidio del padre. Le chiedeva come stava sua figlia Elena, con la quale aveva avuto una relazione burrascosa, contestata dalla famiglia di lei.
La denuncia
La donna non ha esitato a presentare denuncia presso il comando dei carabinieri di via Brigata, per quanto subito dall'ex fidazato di sua figlia. Immediatamente è stata aperta un'inchiesta che ha portato all'iscrizione di diciotto indagati per ricettazione. Inchiesta che ora il pubblico ministero Cecilia De Angelis ora ha chiuso. Limatata e altri diciassette hanno venti giorni di tempo per presemtare memorie o essere ascoltati. Tra i difensori degli indagati Rolando Iorio, Claudio Frongillo, Michele De Vita, Gaetano Aufiero, Francesco Pecchia, Giovanni De Luca, Roberto D’Amelio e Giuseppina Alfano.
Il trasferimento
Più volte il 27enne di Cervinara è stato trovato con il cellulare tra le mani nei corridoi dell'istituto penitenziario di Bellizzi Irpino. Un cellulare di ultima generazione utilizzato per intimorire ancora una volta la madre della sua ex. Poichè è stato trovato più volte in possesso di un cellulare Giovanni è stato trasferito dapprima a Santa Maria Capua Vetere e poi nel carcere di Salerno. Più volte quando era ristretto nel carcere di Avellino ha dato segni di escandescenza, ferendosi ai polsi, tanto da essere ricoverato all'ospedale Moscati.