Con l’entrata in vigore della legge 34 del 2026, la parola “artigianale” non potrà più essere utilizzata con leggerezza. La norma, introdotta dalla legge annuale per le PMI, mette finalmente ordine nell’uso del riferimento all’artigianato nella pubblicità di prodotti e servizi. Un cambiamento atteso, che porta con sé una certezza: quando leggeremo “artigianale”, dovrà esserci davvero un artigiano, con le sue competenze, il suo lavoro e - perché no - anche un po’ di orgoglio.
Un risultato ottenuto anche grazie all’impegno della CNA, che da tempo chiedeva una regolamentazione chiara. Da CNA Salerno arriva ora un appello alla Camera di Commercio: «Chiediamo all’ente camerale di informare tutte le aziende, attraverso il Registro Imprese, dell’entrata in vigore di questo importante provvedimento. Le sanzioni sono pesanti: chi utilizzerà impropriamente il termine rischia l’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro», dichiara Antonio Citro, presidente di CNA Salerno.
«Non conviene più improvvisarsi artigiani per marketing: bisogna esserlo davvero. Chi lo è veramente è fiero di esserlo e va tutelato da chi ne fa un uso commerciale improprio».
La norma ristabilisce un principio semplice ma fondamentale: l’artigianato non è uno slogan, è un mestiere. Una misura che rafforza la qualità, tutela l’identità artigiana e protegge i consumatori, spesso vittime della concorrenza sleale di imprese non artigiane.
L’intervento normativo si inserisce nel percorso che CNA Salerno sta portando avanti sui prodotti a Indicazione Geografica Protetta Artigianale, in particolare sulla ceramica vietrese. La prossima settimana l’associazione, rappresentata dalla direttrice Simona Paolillo, sarà a Bruxelles per un confronto promosso dai livelli nazionali di CNA, Confartigianato e dalla Camera di Commercio del Belgio. L’iniziativa segue la giornata al Mimit di via Veneto, durante il convegno “Tutela dell’identità e formazione per lo sviluppo della ceramica”, dove sono stati illustrati i progetti su Igp no food e sulla Scuola di Ceramica Vietrese, sviluppati in sinergia con i ceramisti e il Comune di Vietri.
«Al terzo anno dalla Giornata del Made in Italy è necessario puntare sulla tutela autentica del nostro patrimonio: meno etichette creative, più mani che lavorano - ha detto la segretaria Paolillo -. Servono controlli capillari da parte delle autorità competenti, a garanzia degli artigiani e dei consumatori».
Da qui la lettera informativa da inviare alle imprese salernitane: “Chi si dice artigiano deve esserlo davvero”. Un tema che CNA Salerno aveva già affrontato con l’Inps sul capitolo degli “artigiani di fatto”.
«Probabilmente - spiega la direttrice Simona Paolillo - oltre all’informativa sarà necessario un confronto con Inps, Ordine dei commercialisti e consulenti del lavoro: una tavola rotonda con tutti gli attori del mondo produttivo, per far comprendere la portata della legge 34 e il valore dell’artigianato e del Made in Italy».