Avellino

Il conto alla rovescia per la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza è ormai entrato nella fase decisiva. Le Linee guida 2026, adottate dalla Struttura di Missione PNRR, rappresentano il riferimento operativo per chiudere gli interventi entro le scadenze fissate dalla Commissione europea. In questo quadro si inserisce l’intervista al presidente di ANCE Avellino, Silvio Sarno, che richiama l’urgenza di passare dalle regole alla loro piena applicazione.

Il quadro normativo della chiusura

Presidente Sarno, sono state appena adottate, da parte della relativa Struttura di Missione, le Linee Guida 2026 relative alla conclusione degli interventi del PNRR. Qual è la loro importanza?
«Il documento è molto importante perchè definisce in modo chiaro il quadro operativo entro cui si dovranno completare gli interventi. Le Linee guida si inseriscono nel perimetro del Regolamento (UE) 2021/241, che disciplina l’intero impianto del PNRR. Dal punto di vista tecnico, introducono una standardizzazione delle procedure di chiusura, con particolare riferimento alla certificazione di completamento, alla verifica dei milestone e target e alla rendicontazione finanziaria.
Elemento centrale è il principio “performance based”: le risorse vengono definitivamente riconosciute solo a fronte del raggiungimento degli obiettivi concordati con Bruxelles».

Strumenti operativi per le amministrazioni

Uno strumento quindi utile alle Stazioni Appaltanti?
«Sicuramente si. In questa fase conclusiva del Piano europeo, le Linee guida hanno un carattere strategico perché forniscono ai Comuni e agli altri Soggetti attuatori degli interventi PNRR a livello locale indicazioni pratiche, modalità operative e strumenti semplificati per certificare l’ultimazione degli interventi e conseguire gli obiettivi europei, nel pieno rispetto delle tempistiche previste.  Sul piano tecnico-amministrativo, le Linee guida rafforzano l’utilizzo delle piattaforme digitali di monitoraggio, in particolare il sistema ReGiS, che consente la tracciabilità completa degli interventi. Vengono inoltre chiariti i passaggi relativi al collaudo tecnico-amministrativo, alla verifica della conformità delle opere e alla validazione finale dei dati, elementi indispensabili per evitare contestazioni in sede europea.
Per le stazioni appaltanti, questo significa operare con procedure più codificate ma anche con una maggiore responsabilità nella fase di chiusura».

Imprese e gestione dei cantieri

… e anche per le Imprese
«Certo, gli strumenti ed i chiarimenti che offrono poichè vanno nella direzione di una maggiore concretezza e supporto operativo per tutti i soggetti coinvolti, possono favorire una gestione più efficace dei cantieri e una più agevole conclusione delle opere. Ma vorrei sottolineare anche un altro aspetto… Dal punto di vista tecnico, per le imprese si traduce in una maggiore prevedibilità delle procedure di fine lavori, con effetti diretti sulla gestione economica e contrattuale dei cantieri.
Le Linee guida intervengono anche su aspetti delicati come le varianti in corso d’opera, la contabilizzazione finale e la chiusura amministrativa dei contratti, riducendo il rischio di contenziosi. In questa fase, la capacità di coordinamento tra direzione lavori, responsabile unico del procedimento e operatori economici diventa determinante per rispettare le scadenze».

Il contributo di ANCE

L’adozione delle Linee Guida rappresenta anche il risultato del lavoro di interlocuzione portato avanti in questi mesi da ANCE a tutti i livelli istituzionali, segnalando criticità e correttivi mirati che poi sono stati recepiti. Del resto, il settore delle costruzioni ha dato un contributo determinante per la realizzazione del PNRR. Il confronto tra associazioni di categoria e istituzioni ha inciso in particolare sulla semplificazione delle procedure e sull’introduzione di chiarimenti interpretativi, soprattutto nei casi di interventi complessi o caratterizzati da criticità autorizzative.

La fase finale del Piano

Cosa resta da fare per la conclusione degli interventi del PNRR?
«Come ANCE continueremo a fornire ogni supporto necessario alle imprese associate. Alle Stazioni Appaltanti abbiamo chiesto la loro collaborazione affinché affrontino con efficacia la fase conclusiva del Piano. Dal punto di vista tecnico, la fase finale è la più delicata. Occorre garantire la coerenza tra stato fisico delle opere, avanzamento finanziario e rendicontazione. Eventuali ritardi o difformità potrebbero compromettere l’erogazione delle ultime tranche di finanziamento, con impatti rilevanti sui bilanci pubblici». 

Dopo il PNRR: il rischio vuoto

Come gestiremo l’oggi senza il PNRR? Gli appalti iniziano a scarseggiare in termini di quantità e poi… i lavoratori e le imprese che ora sono sulle grandi opere cosa si metteranno a fare?
«Sarebbe il caso di pensare a progetti regionali che diano risposte in termini infrastrutturali per riammagliare quello che c’è e per restituire un ruolo e offrire un’opportunità di sviluppo alle aree interne. Il tema della continuità degli investimenti è oggi centrale. Senza una programmazione alternativa, il settore rischia una contrazione significativa. La sfida sarà trasformare l’esperienza del PNRR in una politica industriale stabile per le infrastrutture, capace di valorizzare competenze e capacità produttiva maturate negli ultimi anni».

Prospettive istituzionali

La chiusura del PNRR non rappresenta solo un passaggio tecnico, ma un banco di prova per l’intero sistema amministrativo italiano. L’effettiva attuazione delle Linee guida determinerà non solo il rispetto degli impegni europei, ma anche la credibilità del Paese nella gestione dei fondi comunitari.