Caserta

 

"Nel delicato scenario internazionale attuale, caratterizzato da una elevata volatilità dei mercati e da forti tensioni economiche che si ripercuotono sui prezzi dei beni di consumo, in particolare sui costi di energia e carburanti, senza contare i sensibili incrementi dei fattori produttivi che pesano su agricoltori e allevatori, appare alquanto fuori luogo indicare come ‘non proprio basso’ il prezzo del latte di bufala, andando di fatto a sminuire le problematiche con cui è da tempo costretta a confrontarsi la filiera bufalina".

Lo sottolinea il presidente della Copagri Campania Salvatore Ciardiello replicando ad alcune affermazioni del presidente del Consorzio della Mozzarella di bufala campana dop Domenico Raimondo.

"In gioco, infatti, non c’è solo la tenuta economica di un prodotto di assoluta eccellenza quale indubbiamente è la mozzarella di bufala, ma anche l’immagine di quello che è un vero e proprio ambasciatore del Made in Italy nel mondo, un latticino che in termini di importanza rappresenta la terza dop in Italia dopo il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano”, prosegue Ciardiello.

Sostenere che ‘gli allevatori non versano l’IVA’ - continua il presidente - è a dir poco fuorviante, dal momento che, come noto, l’intero settore Primario è sottoposto a uno specifico regime basato sulle percentuali di compensazione, con esenzioni che si applicano solo alle piccole aziende con fatturati inferiori ai 7mila euro l’anno. Allo stesso modo - aggiunge - suggerire che per gli allevatori l’IVA è un ‘incasso’, oltre a essere falso, rischia di minare il delicatissimo equilibrio tra la parte produttiva e quella industriale, condizione dirimente per una corretta remunerazione del prodotto e, di conseguenza, per la sostenibilità economica di tutta la filiera bufalina, che il Consorzio dovrebbe rappresentare nella sua interezza.

A seguite delle recenti dichiarazioni di Raimondo, numerosi nostri associati ci hanno comunicato di non sentirsi più rappresentati né tutelati dall’attuale governance di un Consorzio che dovrebbe limitarsi a tutelare il prodotto mozzarella; se il presidente non se la sente di tutelare l’intera filiera e l’intero areale della dop dovrebbe avviare una seria riflessione interna e, se del caso, dimettersi”, conclude Ciardiello, auspicando un “forte e urgente cambio di passo nella gestione del consorzio".