“Confeuro esprime dispiacere e forte contrarietà per la decisione del Parlamento europeo di confermare l’accordo raggiunto con i Paesi membri nel mese di dicembre in merito all’aggiornamento del sistema di preferenze generalizzate, che prevede l’eliminazione o la riduzione dei dazi su alcune importazioni provenienti da Paesi in via di sviluppo.

In particolare, desta preoccupazione l’approvazione della soglia di salvaguardia per l’import di riso fissata al 45%, nonché la bocciatura degli emendamenti che ne proponevano l’abbassamento al 20%. Si tratta di una scelta che non va nella direzione della tutela del comparto risicolo europeo e, soprattutto, italiano".

Così, in una nota stampa, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei.

L’Italia rappresenta infatti il principale produttore di riso in Europa, con circa il 50% della produzione complessiva, distinguendosi per qualità, tradizione e valore economico. Questa decisione rischia dunque di penalizzare un settore strategico dell’agroalimentare nazionale.

L’Ue perde un’importante occasione per rafforzare le garanzie a favore dei produttori, esponendo ulteriormente il comparto a una concorrenza internazionale sempre più aggressiva, in particolare da parte di Paesi come Cambogia e Myanmar, che possono esportare riso a prezzi fortemente competitivi grazie a dazi ridotti o quasi nulli. Si tratta, inoltre, di contesti in cui spesso gli standard relativi alla tutela dei lavoratori, dell’ambiente e della biodiversità non risultano adeguatamente rispettati.

Per queste ragioni, Confeuro ritiene indispensabile un cambio di rotta nelle politiche commerciali europee, affinché vengano garantite condizioni di reciprocità e maggiore equità negli scambi internazionali.

È fondamentale che l’Unione europea adotti strumenti più efficaci per proteggere le proprie produzioni agricole e assicurare il rispetto di standard sociali e ambientali condivisi”.