Napoli

È stata siglata oggi a Napoli un’intesa di portata storica per il futuro economico del Mezzogiorno: il protocollo sottoscritto tra la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'accordo mira a potenziare il finanziamento di investimenti pubblici e privati nei territori della ZES Unica (Zona Economica Speciale), consolidando un modello di sviluppo che integra risorse nazionali ed europee per colmare i divari storici del Sud Italia.

L’intesa è stata siglata da Giosi Romano, capo del Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi, e Milena Messori, capo ufficio del Gruppo BEI in Italia.

Gli obiettivi del Protocollo: credito e assistenza tecnica

Il cuore dell'accordo risiede nel potenziamento dell'offerta finanziaria per le imprese che operano nel Mezzogiorno. Giosi Romano ha spiegato che il protocollo permetterà di "ampliare l’offerta di finanza a medio-lungo termine, strumenti di garanzia e operazioni di finanziamento diretto". L'obiettivo dichiarato è favorire un impiego efficiente delle risorse e sostenere le filiere strategiche come l’agroalimentare, l’aerospazio, l’automotive e il navale.

La BEI interverrà non solo attraverso linee di credito agevolate per PMI e Mid-cap, ma fornirà anche servizi di assistenza tecnica per la strutturazione finanziaria dei progetti, con un focus particolare sull'innovazione e la sostenibilità.

Le voci dei protagonisti: istituzioni e imprese a confronto
Luigi Sbarra: "Crescita record dell'occupazione"

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra, ha sottolineato come il Mezzogiorno stia vivendo una stagione di risultati eccezionali. "Il Pil cresce più che nel resto del Paese e l'occupazione ha raggiunto il massimo storico con il 50,1% di tasso di occupazione". Secondo Sbarra, il protocollo conferma la volontà del Governo di investire su una politica industriale unitaria, supportata anche dall'ultimo decreto lavoro che stanzia un miliardo per l'occupazione di giovani e donne nel Sud.

Raffaele Fitto: "Superata la frammentazione"

Il vicepresidente della Commissione UE, Raffaele Fitto, ha inviato un videomessaggio definendo la ZES Unica un "cambio di paradigma". "Abbiamo superato un sistema frammentato che penalizzava la certezza degli investimenti", ha dichiarato Fitto, rimarcando come la semplificazione amministrativa sia una condizione strutturale per la competitività. Per il Commissario UE, la BEI è un partner essenziale per abbattere le barriere di accesso al credito.

Gaetano Manfredi: "Mobilitare il capitale privato"

Il sindaco di Napoli e presidente ANCI, Gaetano Manfredi, ha guardato oltre la scadenza del 30 giugno 2026, data in cui terminerà una parte consistente del PNRR. Manfredi ha avvertito sulla necessità di "mobilitare il capitale privato", definendolo una leva indispensabile per la modernizzazione del Paese, specialmente in un contesto di finanza pubblica con margini ridotti.

Emilio De Vizia: "Il Sud non ha nulla da invidiare al Nord"

Dal fronte industriale, il presidente di Confindustria Campania, Emilio De Vizia, ha evidenziato come la centralità del Mediterraneo abbia reso il Sud estremamente attrattivo. "Le realtà del Mezzogiorno non hanno nulla da invidiare a molte realtà del Nord", ha affermato, suggerendo tuttavia la possibilità di ampliare i poteri della ZES anche ad altri settori oggi esclusi.

Verso un futuro di coesione: la Task Force BEI

Per garantire l'efficacia operativa dell'accordo, verrà istituita una task force congiunta. Questo organismo avrà il compito di:

Monitorare l’evoluzione degli strumenti finanziari previsti.

Coordinare l'uso delle risorse europee con gli strumenti nazionali e i finanziamenti BEI.

Rafforzare la collaborazione con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI).

La vicepresidente della BEI, Gelsomina Vigliotti, ha ricordato l'impegno record della Banca nel 2025: quasi 5 miliardi di euro investiti nelle regioni di coesione italiane, pari a circa il 40% dell'attività complessiva del Gruppo in Italia. Cifre che confermano come il rilancio del Sud non sia più solo un'auspicio, ma una priorità finanziaria ed europea consolidata.