Si infiamma la campagna elettorale ad Avellino con lanci di strali e bordate tra i candidati sindaco e aspiranti consiglieri. Stamane il già sindaco Gianluca Festa, in occasione della presetazione della lsita Enjoy, con componenti tutti under 30, ha rispedito al mittente le accuse relative a conti e passato amministrativo della città.
«Ovviamente parliamo di una realtà mistificata da parte del campo largo. Quando parlano dei problemi che Avellino vivrebbe in questo momento, probabilmente in parte hanno ragione, ma dimenticano un aspetto fondamentale: dagli anni ’80 fino al 2019, coloro che hanno governato questa città, e che hanno provocato i maggiori disastri in termini di progettazione e pianificazione, sono stati gli antenati politici di Nello Pizza e della sua coalizione - attacca Festa - . Ho governato per soli cinque anni, di cui due anni di Covid. Durante le precendenti amministrazioni si sono prodotti i maggiori disastri.. Quando mi sono insediato ho trovato una massa passiva di 90 milioni di euro, interamente addebitabile a quell’“Avellino da bere”, che purtroppo ha condannato questa città, utilizzandola come un bancomat per meri scopi elettorali: prima la DC, poi il PPI, poi la Margherita e infine il PD».
Festa, vice di Galasso
Ma in qualità di ex vicesindaco dell'amministrazione Galasso, Festa ammette: «È vero, per tre anni e mezzo sono stato anche vicesindaco in una giunta PD, ma rappresentavo un componente su undici. I numeri e i fatti parlano chiaro: per 40 anni ha governato il campo largo, o comunque i suoi antenati politici, e tutti i disastri che questa città ha ereditato, a partire dai conti pubblici, sono il frutto di quelle amministrazioni. A noi, invece, è toccato il compito di ripianare i debiti, rimettere a posto le case comunali, trovare soluzioni per i parcheggi e per lo sviluppo urbanistico. Noi siamo quelli che hanno scritto una storia nuova, migliore, e più vicina all’Avellino che questa città merita»
Candidature e provinciali
E sul caso provinciali «I miei antagonisti parlano di governo e di stabilità. Mi chiedo però: se non riuscite, caro campo largo, a trovare al vostro interno una sintesi su una candidatura unitaria, i cittadini possono facilmente immaginare cosa potrebbe accadere con un’amministrazione sostenuta da sei o forse sette partiti diversi. Con loro sarebbe caos amministrativo mentre noi abbiamo un sindaco, una giunta, un consiglio comunale ed elettori che condividono la stessa visione di città e lo stesso programma».