Venerdì prossimo sarà giornata di sciopero generale e mobilitazione nazionale per i sindacati di base. La protesta, indetta da Cub, Sgb, Adl Varese, Si Cobas, Usi e Usi Cit, coinvolgerà numerose città italiane con cortei e manifestazioni pubbliche.
Alla mobilitazione aderiscono anche le organizzazioni palestinesi presenti in Italia, tra cui Api e Gpi-Giovani Palestinesi Italiani.
Le principali iniziative sono previste a Roma, Napoli, Milano, Bologna, Firenze, Genova, Torino, Savona, Bergamo, Catania e Palermo.
Le richieste dei sindacati
Al centro della protesta ci sono le rivendicazioni economiche e sociali. I promotori chiedono lo stop al “carovita generato dalle guerre”, il contrasto alla precarietà lavorativa e agli sfratti, oltre a salari e pensioni più alti.
I sindacati contestano anche quello che definiscono un “tentativo di negare il diritto allo sciopero e al dissenso” e criticano l’aumento delle spese militari deciso negli ultimi anni dal governo italiano e dai Paesi europei.
Tra le richieste avanzate figurano anche una “tassazione equa” e il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione.
Milano tra i cortei principali
Nel capoluogo lombardo il corteo partirà alle 9.30 da piazza della Scala e raggiungerà l’Università Statale e la Prefettura.
Gli organizzatori annunciano la richiesta di un incontro con il prefetto per consegnare le istanze della mobilitazione e discutere delle criticità sociali denunciate dai manifestanti.
Attese adesioni soprattutto nei comparti della logistica, dei trasporti, del pubblico impiego e tra i lavoratori precari.
Il tema della guerra e della Palestina
Una parte importante della piattaforma politica riguarda il conflitto in Medio Oriente. I promotori dello sciopero dichiarano il loro “no alle politiche di guerra” e denunciano quello che definiscono “il genocidio in atto contro il popolo palestinese e quello libanese”.
Nel documento diffuso alla vigilia della protesta viene chiesta l’interruzione dei rapporti commerciali e politici con Israele.
Durissime anche le accuse rivolte al governo italiano sulla gestione diplomatica della crisi mediorientale e sulla vicenda della Flotilla, definita dai promotori una “azione umanitaria ostacolata illegalmente”.
Possibili disagi
Lo sciopero potrebbe provocare disagi nei trasporti pubblici locali, nella logistica e in alcuni servizi pubblici, anche se le modalità di adesione varieranno città per città.
Le prossime ore serviranno a definire l’entità effettiva della partecipazione e l’impatto sulle attività lavorative e sui collegamenti urbani.