L’Europa apre un confronto sulla richiesta avanzata dal governo guidato da Giorgia Meloni per ottenere maggiori margini di flessibilità di bilancio destinati a contrastare gli effetti della crisi energetica. La conferma è arrivata dalla portavoce della Commissione europea, che ha spiegato come la lettera inviata da Roma sia oggetto di un’attenta valutazione da parte dell’esecutivo comunitario.
La trattativa con Bruxelles
L’Italia punta a estendere alle spese energetiche il meccanismo già previsto per la difesa, che consente agli Stati membri di derogare temporaneamente ai vincoli del Patto di stabilità. Secondo le indiscrezioni circolate negli ambienti europei, la Commissione starebbe valutando una flessibilità limitata e temporanea, compresa tra lo 0,2% e lo 0,3% del Pil, collegata agli investimenti necessari per affrontare le tensioni sui mercati energetici.
La richiesta italiana si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazioni per gli effetti economici della crisi internazionale e per l’impatto che i rincari dell’energia continuano ad avere su famiglie e imprese. In più occasioni il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sostenuto la necessità di riconoscere la sicurezza energetica come elemento essenziale della sicurezza economica europea.
Verso aiuti più selettivi
Parallelamente al negoziato con Bruxelles, il governo sta valutando una revisione delle misure contro il caro carburanti. Dopo mesi di proroghe del taglio delle accise, prende quota l’ipotesi di concentrare gli aiuti sui nuclei familiari più vulnerabili.
L’idea allo studio prevede l’erogazione di un voucher da circa 100 euro attraverso la carta “Dedicata a te”, destinata alle famiglie con redditi più bassi. L’intervento potrebbe interessare oltre un milione di nuclei familiari e sarebbe finanziato attraverso il maggior gettito fiscale generato dall’aumento dei prezzi energetici.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin si è espresso a favore di misure mirate piuttosto che di sconti generalizzati, ritenendo più efficace sostenere direttamente le categorie maggiormente esposte agli aumenti dei costi.
Le risorse europee e il ruolo delle Regioni
Nel frattempo il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto ha comunicato alle Regioni europee la possibilità di utilizzare fondi non ancora impegnati della politica di coesione per contrastare gli effetti del caro energia. Una proposta che ha però suscitato perplessità tra diversi enti territoriali, preoccupati per un possibile ridimensionamento di altri investimenti strategici.
La decisione finale della Commissione europea potrebbe arrivare a breve e rappresenterebbe un passaggio rilevante per la strategia economica italiana dei prossimi mesi, in una fase caratterizzata da margini di bilancio ridotti e da un debito pubblico che resta tra i più elevati dell’Unione europea.