Sono oltre 47.000 le firme raccolte dalla Cisl Campania per chiedere alla Regione una riduzione dell’addizionale Irpef, una delle più alte d’Italia.
Una mobilitazione capillare avviata e durata meno di un mese che ha coinvolto sedi sindacali, aziende, punti informativi e gazebo in tutte le province, con l’obiettivo di dare voce a lavoratori, pensionati e famiglie schiacciati da una pressione fiscale ormai insostenibile.
Questo pomeriggio, sotto la sede della Giunta regionale, il reggente della Cisl Campania Mattia Pirulli ha tracciato il bilancio dell’iniziativa.
"I cittadini campani stanno pagando da anni un prezzo troppo alto per colpe non loro. Le addizionali Irpef nate per ripianare i disavanzi sanitari sono diventate un macigno che pesa soprattutto su chi ha redditi bassi e medi. In una regione dove i salari ancora troppo bassi anche a causa del dumping contrattuale e il costo della vita continua a crescere, chiediamo un atto di giustizia fiscale: alleggerire il carico su chi lavora, produce e manda avanti questo territorio. La politica regionale non può più voltarsi dall’altra parte".
La petizione, suggerita dai pensionati della Cisl e sostenuta dall’intera organizzazione, utilizza lo strumento previsto dall’articolo 16 dello Statuto della Regione Campania, che consente a cittadini, enti e associazioni di presentare istanze formali e ottenere risposte dagli organi istituzionali.
Una delegazione di dirigenti sindacali è stata ricevuta dal Presidente della Regione Roberto Fico, al quale è stata consegnata la proposta di rimodulazione dell'Irpef regionale articolata in tre misure: azzeramento dell’aliquota per i redditi fino a 15.000 euro, riduzione del 50% per i redditi tra 15.000 e 28.000 euro, riduzione del 20% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.
Nel dettaglio, sotto i 15.000 euro l’addizionale regionale verrebbe azzerata; tra 15.000 e 28.000 euro l’aliquota scenderebbe dal 2,96% al 2,10%; riduzioni anche per i redditi tra 28.000 e 35.000 euro; nessuna variazione per i redditi oltre i 50.000 euro.
L’impatto finanziario stimato è di circa 150 milioni di euro di minori entrate per la Regione, con un gettito che passerebbe da 1,352 miliardi a 1,202 miliardi. I benefici maggiori ricadrebbero sulle fasce medio-basse, oggi più esposte all’inflazione e all’aumento dei costi essenziali.
“Il piano di rientro dal deficit sanitario, i vincoli del patto di stabilità e i piani di riequilibrio hanno gravato per anni sulle famiglie campane, chiedendo sacrifici enormi a chi aveva meno margini - ha concluso Pirulli - Ora è il momento di restituire equità e sostenere i consumi, condizione indispensabile per rilanciare l’economia regionale”. La raccolta firme proseguirà on line sul portale della Cisl Campania all'indirizzo cislcampania.it