Benevento

La solenne celebrazione in Cattedrale ha segnato l'apice della giornata d'inizio del ministero pastorale di monsignor Michele Autuoro come nuovo arcivescovo di Benevento.
«Sono un fratello tra fratelli» ha detto Autuoro ribadendo l'auspicio di un cammino condiviso e di una comunità chiamata a essere «lievito di comunione». E ancora "La chiesa di Benevento non ha bisogno di un manager ma di un testimone dell'amore di Cristo".
Una lunghissima giornata per il nuovo pastore della chiesa beneventana cominciata nel torrido pomeriggio di questa domenica.

L'imprevisto: “Abbiamo avuto un guasto all'auto”

«Qualche minuto di ritardo... abbiamo avuto un guasto all'auto... il caldo».
Con una battuta e un sorriso, monsignor Michele Autuoro ha fatto il suo ingresso al Teatro De La Salle per il primo incontro con le istituzioni del territorio da nuovo arcivescovo di Benevento
. Un arrivo senza formalismi, accolto con curiosità e attenzione dai rappresentanti del mondo civile e istituzionale.
Nel foyer del teatro ad attenderlo c'erano il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, e il prefetto Raffaela Moscarella, in sala i sindaci del territorio e le autorità civili. Un momento che ha segnato simbolicamente l'avvio del cammino pastorale del nuovo presule nel Sannio, all'insegna del dialogo e della collaborazione tra Chiesa e istituzioni.
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Mastella, che ha tracciato un quadro della realtà beneventana, illustrando i numerosi progetti in corso per la città ma senza nascondere le difficoltà sociali che interessano il territorio.
Nel suo saluto, il prefetto Raffaela Moscarella ha richiamato le profonde radici cristiane della città, ricordando San Gennaro come primo vescovo di Benevento. Ha quindi sottolineato come il territorio sannita, pur essendo una realtà complessivamente tranquilla, non sia immune da fenomeni complessi, come la violenza di genere, che richiedono un impegno condiviso di scuola, Chiesa e comunità civile.

Ai sindaci: il vostro è un ruolo cruciale

Nel suo primo intervento pubblico davanti agli amministratori del territorio, monsignor Autuoro ha delineato lo stile del suo episcopato, improntato all'ascolto, alla condivisione e alla corresponsabilità.
Il nuovo arcivescovo ha voluto esprimere vicinanza agli amministratori locali, riconoscendo il peso delle responsabilità che quotidianamente affrontano. «Sono consapevole della responsabilità che portate sulle vostre spalle. Il vostro compito è tutt'altro che facile, ma voglio riaffermare l'importanza cruciale del vostro ruolo. Siete i custodi del bene comune della nostra gente».
Lo sguardo si è poi allargato alle grandi sfide che attendono il territorio. Osservando la mappa dell'arcidiocesi, Autuoro ha richiamato la necessità di affrontare insieme le questioni infrastrutturali, rilanciando il percorso avviato dal suo predecessore, l'arcivescovo Felice Accrocca. «Dobbiamo camminare insieme e fare squadra», ha affermato.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema dello spopolamento, definito una delle emergenze più urgenti del Sannio.

Ai giovani “pronto all'ascolto”

Poi tappa al chiostro di San Domenico accolto dal rettore dell'Università del Sannio, Maria Moreno per l'incontro con adolescenti, giovani e universitari.
Il messaggio dell'Arcivescovo ai giovani è un invito alla speranza, al coraggio e all'impegno. Richiamando il dialogo tra Gesù e Pietro, sottolinea che Dio non chiede la perfezione o il successo, ma un cuore capace di amare, anche nelle proprie fragilità. Esorta i giovani a non lasciarsi schiacciare dalle pressioni di una società che pretende risultati e perfezione, ma a credere nelle proprie capacità e nei propri talenti. L'Arcivescovo li incoraggia a non arrendersi davanti alle difficoltà e a diventare protagonisti del presente del Sannio, contribuendo con la loro creatività, il desiderio di giustizia, pace e fraternità alla crescita del territorio. Invita a costruire insieme una Chiesa accogliente e vicina, che sappia ascoltare e accompagnare ogni persona, senza giudicare. Infine, assicura la sua disponibilità a camminare al loro fianco, confidando in ciascuno di loro e incoraggiandoli a restare, sognare e costruire insieme il futuro.

Dopo un momento di preghiera sulla tomba dell'apostolo Bartolomeo, l'accoglienza ufficiale in piazza Roma da parte dei fedeli dell'intera arcidiocesi.
“Sono un fratello tra fratelli” ha detto Autuoro tornando ad auspicare un “cammino comune, chiamati ad essere lievito di comunione”.
L'Arcivescovo ha invitato parrocchie, movimenti e associazioni a vivere in comunione, mettendo i propri carismi al servizio dell'unica missione della Chiesa. Ha esortato a essere una comunità aperta, missionaria e accogliente, capace di uscire incontro alle persone, soprattutto ai più fragili, evitando ogni ripiegamento su sé stessa.

Da lì il corteo verso la Cattedrale per la solenne celebrazione eucaristica di inizio del ministero pastorale, alla presenza del Nunzio Apostolico in Italia, dei vescovi e del clero.

L'omelia: «Una Chiesa che rimetta in piedi la speranza»

«La Chiesa non ha bisogno di un manager, ma di un testimone dell'amore di Cristo». Con queste parole mons. Michele Autuoro ha tracciato le linee del suo ministero.

 

Nell'omelia, il nuovo pastore ha indicato come priorità una Chiesa vicina alle persone, capace di ascoltare, servire e ridare speranza, con particolare attenzione ai giovani, alle famiglie e a quanti vivono situazioni di fragilità. La Chiesa, ha spiegato, è chiamata a ridare speranza a un territorio segnato dallo spopolamento dei piccoli centri, dall'emigrazione dei giovani, dalla mancanza di lavoro e dal rischio della rassegnazione. Richiamando gli esempi degli apostoli Pietro e Paolo, ha invitato la comunità diocesana a essere missionaria, a «uscire dalle sacrestie» e ad annunciare il Vangelo con coraggio e linguaggi nuovi.

«Sulla tua parola, Signore, gettiamo le reti» è stata la frase conclusiva con cui mons. Autuoro ha affidato il cammino della Chiesa beneventana alla fiducia nel Signore.