Benevento

Le aree interne non come periferia da assistere, ma come risorsa strategica su cui costruire il futuro. È questo il messaggio emerso dall'incontro "Insieme 100 - Confindustria incontra il territorio. Aree interne: da minaccia a opportunità", ospitato nell'Auditorium comunale di San Giorgio La Molara nell'ambito delle celebrazioni per il centenario di Confindustria Benevento, fondata nel 1926 (nel video le interviste a margine dell'incontro).
Dopo i saluti del sindaco Nicola De Vizio, del presidente della Comunità Montana del Fortore Zaccaria Spina, del presidente della Provincia Nino Lombardi, del prefetto Raffaela Moscarella e del senatore Domenico Matera, il confronto, moderato dal past president Giuseppe D'Avino, ha riunito imprenditori e rappresentanti delle istituzioni con l'obiettivo di individuare strategie capaci di contrastare spopolamento, carenze infrastrutturali e deficit di servizi. All'iniziativa ha preso parte anche il consigliere regionale della Campania Pellegrino Mastella, a conferma dell'attenzione delle istituzioni regionali verso il tema dello sviluppo delle aree interne. Il presidente della Provincia Nino Lombardi ha invitato a "cambiare la narrazione" delle aree interne, sottolineando come il territorio disponga già delle condizioni per rilanciarsi, a patto di agire insieme e valorizzarne le potenzialità. Un invito a superare la logica dell'emergenza e a mettere al centro le capacità e le risorse del Fortore e dell'intero Sannio.

Esposito: «Trattenere i talenti è la nostra promessa»

Le conclusioni sono state affidate al presidente di Confindustria Benevento Andrea Esposito, che ha ribaltato l'approccio tradizionale al tema. «Dobbiamo smettere di pensare alle aree interne come a un problema e iniziare a guardare alle opportunità che questi territori possono offrire non solo a chi ci vive e lavora, ma all'intero Paese», ha affermato.

Per Esposito il futuro passa soprattutto dai giovani. Nel corso dell'iniziativa ha annunciato un nuovo patto tra Confindustria e Università finalizzato a trattenere i talenti sanniti, offrendo percorsi strutturati di orientamento e inserimento professionale. «La promessa che abbiamo fatto ai ragazzi è semplice: consentire loro di costruire una professione, una famiglia e una vita nel territorio in cui sono nati». L'obiettivo è creare un collegamento stabile tra il sistema produttivo e quello universitario, affinché i giovani conoscano le opportunità offerte dalle imprese del territorio e non siano costretti a cercare altrove il proprio futuro.
Si tratta di Sannio Next Generation progetto con l’Università degli Studi del Sannio e rivolto agli studenti dell’ultimo anno dei corsi di laurea magistrale che offre 10 percorsi di carriera retribuiti in aziende selezionate del territorio.

Vigorito: «Non basta il lavoro, servono servizi e qualità della vita»

Tra gli interventi più apprezzati quello del presidente di IVPC Group, Oreste Vigorito, che ha intrecciato esperienza personale e visione strategica. Per l'imprenditore il declino demografico interessa tutte le aree interne, ma esiste anche un segnale incoraggiante: molti giovani stanno tornando a guardare a questi territori con interesse. 
Perché questo processo diventi stabile, però, non basta creare occupazione. «Le persone restano se trovano condizioni di vita adeguate», ha osservato, richiamando la necessità di garantire servizi essenziali, sanità, scuole, asili e spazi di aggregazione. Da qui l'invito ai piccoli comuni a fare rete, perché nessuno, da solo, è più in grado di sostenere le esigenze della società contemporanea.

«Noi non sfruttiamo i territori, li sposiamo»

Nel suo intervento dal palco Vigorito ha ricordato il primo viaggio verso San Giorgio La Molara, oltre trent'anni fa, quando raggiungere il Fortore significava affrontare collegamenti difficili e strade tortuose. Oggi, ha osservato, molte cose sono cambiate, ma la vera infrastruttura resta il capitale umano.
«Noi non sfruttiamo i territori, li sposiamo», ha affermato, sintetizzando la filosofia che ha guidato gli investimenti di IVPC. Ha ricordato le convenzioni sottoscritte con i Comuni, le risorse redistribuite al territorio e la scelta di formare e assumere giovani tecnici locali, molti dei quali lavorano ancora oggi nell'azienda. Per Vigorito l'impresa non può essere separata dalla comunità che la ospita: sviluppo economico e benessere sociale devono procedere insieme.
L'imprenditore ha inoltre richiamato l'esperienza dell'hub vaccinale promosso da Confindustria durante l'emergenza Covid, aperto anche ai cittadini non associati, come esempio concreto di un'industria capace di mettersi al servizio del territorio.

Monteforte: i giovani "ambasciatori" delle aree interne

A guardare con fiducia alle nuove generazioni è stato anche Claudio Monteforte, che ha accolto con entusiasmo la presenza di un gruppo di studenti universitari intervenuti spontaneamente all'incontro. L'auspicio è che possano diventare veri "ambasciatori delle aree interne", raccontando ai propri coetanei le opportunità che il Fortore offre e contribuendo a costruire una nuova immagine di questi territori.

Una nuova visione per il Sannio

Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: invertire il declino delle aree interne richiede investimenti, infrastrutture e servizi, ma soprattutto un cambiamento culturale. La sfida è trasformare identità, impresa, innovazione e qualità della vita in un unico progetto di sviluppo, capace di restituire al Fortore e al Sannio un ruolo centrale nelle prospettive di crescita della Campania.