Il governo torna a intervenire sul caro carburanti, ma ancora una volta con una soluzione destinata ad avere una durata limitata. Alle 18 di oggi, mercoledì 26 agosto, è in programma un nuovo Consiglio dei ministri chiamato ad affrontare l'imminente scadenza dello sconto fiscale sul gasolio, pari a circa 17 centesimi al litro. L'orientamento è quello di una nuova proroga, utile a coprire almeno il prossimo fine settimana di controesodo e a guadagnare tempo per mettere a punto misure più selettive.

L'attuale riduzione scade infatti alla mezzanotte del 26 agosto. Il precedente intervento aveva utilizzato il meccanismo delle accise mobili e 20,8 milioni di euro di maggiore gettito Iva per finanziare lo sconto nelle giornate del 25 e 26 agosto. Il problema, adesso, resta quello delle risorse necessarie per proseguire.

Una misura ponte per il controesodo

L'obiettivo immediato di Palazzo Chigi è evitare che la fine dello sconto coincida con uno dei momenti più delicati del rientro dalle vacanze. Milioni di automobilisti sono attesi sulle principali direttrici stradali e autostradali e il prezzo del carburante continua a pesare sui bilanci familiari.

Secondo le indicazioni emerse nelle ultime ore, la proroga dovrebbe durare alcuni giorni. Tra le ipotesi riportate dalla stampa c'è anche un'estensione di circa dieci giorni, sufficiente a coprire i prossimi due fine settimana. La durata definitiva e soprattutto le coperture finanziarie saranno però definite dal Consiglio dei ministri.

La riduzione attuale riguarda il gasolio e vale circa 17,1 centesimi al litro considerando l'effetto complessivo di accisa e Iva. È un intervento che il governo considera ormai difficilmente sostenibile nel lungo periodo, proprio per il costo quotidiano per le casse pubbliche.

Il nodo delle risorse

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha più volte posto l'accento sulla necessità di evitare una successione indefinita di proroghe. La linea che sta maturando nell'esecutivo è quella di superare gradualmente uno sconto generalizzato, che finisce per avvantaggiare tutti gli automobilisti indipendentemente dal reddito, per concentrare invece le risorse sui nuclei economicamente più fragili e sulle categorie professionali maggiormente esposte.

Al vertice sui carburanti hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Il confronto ha confermato l'intenzione di utilizzare la prossima proroga come soluzione temporanea in attesa di un provvedimento più strutturato.

Sul tavolo resta anche il meccanismo delle accise mobili, che permette di utilizzare il maggiore gettito Iva generato dall'aumento delle quotazioni petrolifere per ridurre temporaneamente il peso delle imposte sui carburanti.

Dopo lo sconto, aiuti legati al reddito

Il passaggio successivo potrebbe cambiare radicalmente la filosofia degli interventi. Palazzo Chigi sta lavorando a sostegni concentrati sulle fasce di reddito più basse. Tra le possibilità allo studio figura l'utilizzo della carta Dedicata a te, destinata alle famiglie economicamente più fragili, adattandone il funzionamento anche alle spese legate alla mobilità.

Una soluzione sostenuta in particolare dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Parallelamente si ragiona su interventi specifici per alcune categorie professionali fortemente dipendenti dai carburanti, tra cui autotrasportatori, agricoltori e altre attività che subiscono direttamente l'aumento dei costi energetici.

Il passaggio dagli sconti generalizzati agli aiuti selettivi risponde anche alle critiche rivolte negli anni a questo tipo di interventi. Una riduzione uguale per tutti premia infatti maggiormente chi consuma più carburante, mentre un sostegno calibrato sul reddito consentirebbe, nelle intenzioni del governo, di utilizzare risorse inferiori concentrandole sulle famiglie maggiormente in difficoltà.

Prezzi ancora sopra i due euro

A rendere urgente il confronto è soprattutto la dinamica dei prezzi alla pompa. Il gasolio ha superato in autostrada la soglia media dei 2,2 euro al litro, mentre anche la benzina resta stabilmente sopra livelli che stanno riaccendendo la pressione politica sul governo.

Le opposizioni chiedono interventi più incisivi. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha sollecitato una tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, sostenendo che le misure temporanee sulle accise non siano più sufficienti.

Il tema degli extraprofitti resta aperto anche sul piano europeo. Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto un confronto comunitario, mentre da Bruxelles è arrivata l'indicazione che eventuali interventi fiscali restano nella competenza dei singoli Stati.

La prima risposta arriverà comunque questo pomeriggio. Dal Consiglio dei ministri è attesa la nuova durata dello sconto e soprattutto l'indicazione delle risorse con cui finanziarlo. Sarà ancora un provvedimento ponte. La partita più complessa, quella sul modello di sostegno da adottare dopo l'estate, resta invece aperta.