"Il costo dell’energia è sempre più un problema anche per le attività e i negozi irpini, con una stangata tra giugno e agosto che supera il 40% di aumenti". Così Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino.
"Sono ormai diversi anni - prosegue il dirigente dell’associazione di categoria - che viviamo una instabilità sul fronte energetico a causa di speculazioni, strategie istituzionali non rispondenti agli interessi generali e scenari geopolitici caratterizzati da conflitti e guerre che pesano sull’economia generale e locale.
In particolare, negli ultimi mesi si sono registrati ulteriori notevoli incrementi nelle tariffe delle utenze di elettricità e gas, oltre che sul prezzo dei carburanti, che stanno incidendo in maniera significativa sui bilanci di famiglie e imprese.
In base ai rilevamenti effettuati da Confesercenti la bolletta elettrica dei mesi estivi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è aumentata mediamente del 40,9% per gli esercizi commerciali non alimentari, del 41,3% per il settore alimentare, ma con costi assoluti decisamente più impegnativi, per i supermercati del 42,2%, per i bar del 44%, per i ristoranti del 47,6% e per gli alberghi del 48,5%, che risultano essere il segmento più penalizzato.
Ma dopo l’emergenza elettricità dell’estate, l’attenzione si sposta già sulle prossime settimane. A preoccupare è soprattutto il gas, il cui prezzo nei tre mesi estivi è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025.
In vista della stagione fredda, il livello delle scorte e le tensioni sui mercati energetici alimentano il timore di ulteriori aumenti.
Per molte attività del commercio, della ristorazione e della ricezione l’energia non è una spesa comprimibile, ma una condizione essenziale per lavorare e garantire continuità e qualità del servizio.
Gli aumenti stanno comprimendo margini di guadagno già ridotti e rischiano inevitabilmente di trasferirsi sui prezzi finali.
Non possiamo continuare a caricare sull’energia un peso fiscale che rischia di amplificare gli aumenti e trasferirli sull’intera economia. Altrimenti, dopo aver infiammato bollette e carburanti, il caro degli energetici finirà per alimentare anche l’inflazione".
"Sul fronte energetico - conclude Marinelli - servono scelte strategiche lungimiranti, anche perché il suo costo avrà un peso sempre maggiore sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. Un intervento sulle componenti Asos della bolletta, i cosiddetti oneri di sistema, non è più rinviabile".