A luglio scorso la comunicazione della direttrice generale dell'Azienda ospedaliera San Pio di Benevento con la quale invitava i cittadini che non possono presentarsi ad una visita specialistica o ad un esame diagnostico già prenotato a comunicare tempestivamente e per motivi validi la disdetta, pena il pagamento del ticket, ovvero per evitare all’utente di essere sanzionato (in applicazione della Legge n. 107 del 29 luglio 2024 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2014, n. 73) per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie.
Tempo un mese e i cittadini stanno ricevendo avvisi (precedono le cartelle esattoriali) di pagamento per il mancato saldo del ticket evidentemente dopo non essersi presentati a fare una visita prenotata.
Avvisi che riguardano il recupero dei crediti sin dal 1 settembre del lontano 2016, ovvero entro 10 anni.
Alla base degli avvisi, sembra ci sia una normativa del 2014 che impone alle aziende Ospedaliere, Asl ed altri enti pubblici che erogano servizi, che in caso una visita o un esame diagnostico non venga effettuato e il cittadino non comunica in tempo utile la disdetta, questi debbano essere comunque pagati in quanto hanno mantenuto bloccate le liste di attesa, ovvero un altro cittadino non ha potuto beneficiare di quella prenotazione, e il medico o il personale sanitario comunque è stato impegnato in quella fascia oraria senza però erogare servizi.
Una sorpresa amara per tantissimi cittadini che ora stanno cercando di capire il perchè ricevono gli 'inviti' alla regolarizzazione di prestazioni sanitarie non usufruite e se possono, anche a distanza di anni, giustificare l'assenza per comprovati e validi motivi.
Un debito esigibile dalle aziende ospedaliere entro i dieci anni nel caso in cui il cittadino non si sia presentato per la visita e non abbia comunicato l'impedimento. Giustificazione che deve essere inviata tramite la procedura indicata, ad esempio dall'Azienda ospedaliera San Pio.
Una situazione che sta creando malumore ed anche un po' di apprensione per i cittadini. Tante sono le richieste di chiarimento in merito alla questione.
È il caso di una nostra lettrice: “ho ricevuto due buste prioritarie, non raccomandate con ricevute di ritorno, da parte dell'agenzia delle entrate riscossione per conto dell'Azienda ospedaliera di Benevento. L'oggetto della richiesta è il recupero di due Ticket sanitari per visita di controllo relativa agli anni 2020 e 2022. Ricevuta la lettera individuo nelle cartelle fiscali i pagamenti per le visite fatte in quegli anni, tuttavia mi accorgo che l'identificativo della ricetta non corrisponde. Mi attivo e chiamo all'Agenzia delle riscossioni la quale mi comunica che loro non sanno la motivazione del recupero e che devo contattare l'Azienda ospedaliera san Pio. Chiamo l'azienda Ospedaliera e mi viene risposto che bisogna contattare URP. Ad oggi non sono riuscita a parlare con URP, ho compilato il Form”.
Compilazione che, sembra essere dedicata per chi vuole disdire una visita prima della data indicata. Insomma una vicenda che fa e farà discutere e sicuramente e che finirà al centro anche di numerosi ricorsi nel caso dell'arrivo di cartelle esattoriali.