Napoli

Il caro carburanti non è più solo una voce di spesa insostenibile per le aziende di trasporto, ma rischia di trasformarsi in una crisi di sistema capace di bloccare l'intera catena di approvvigionamento alimentare e industriale della Campania. È quanto denunciano con forte preoccupazione i Segretari Generali regionali di FILT-CGIL (Angelo Lustro), FIT-CISL (Massimo Aversa) e UILTRASPORTI (Pierino Ferraiuolo), a seguito dell'avvio delle prime mobilitazioni da parte degli autotrasportatori. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano come l'assenza di risposte preventive da parte delle istituzioni stia spingendo il settore verso un vero e proprio collo di bottiglia economico e logistico.

Lo spettro degli scaffali vuoti e la minaccia alla distribuzione

In un Paese come l'Italia, in cui l'80% della movimentazione delle merci avviene su gomma, il blocco o il rallentamento della flotta dei tir comporta ripercussioni immediate e a cascata. A rischiare non sono soltanto le consegne dei beni di prima necessità e dei prodotti alimentari destinati ai supermercati, ma anche la fornitura di materie prime per le filiere manifatturiere e industriali regionali.

«Avevamo chiesto per tempo un tavolo in Regione Campania. Oggi il problema è esploso e la protesta degli autotrasportatori rischia di fermare la circolazione delle merci. Non ascoltare le parti sociali significa esporre cittadini, famiglie ed imprese a conseguenze pesantissime», dichiarano congiuntamente le sigle sindacali.

Il costo straordinario del gasolio non incide soltanto sui margini operativo-aziendali dell'autotrasporto, ma rischia di riflettersi in un ulteriore incremento dell'inflazione al consumo, già arrivata a livelli critici per le famiglie campane.

Dalle Vie del Mare alla logistica: l'effetto domino dei costi energetici

L'impatto dei rincari energetici sta investendo trasversalmente l'intero comparto della mobilità regionale. Logistica e trasporto Merci soffrono la saturazione dei margini e l'impossibilità di ribaltare interamente il costo del carburante sui committenti. Il settore del trasporto Marittimo e le vie del mare risente molto dell'aumento dei costi dei bunkeraggi, con potenziali ripercussioni sui collegamenti con le isole del Golfo. Per non parlare del trasporto pubblico locale costretto a fronteggiare costi d'esercizio crescenti che mettono a rischio la frequenza e la copertura delle corse per pendolari e studenti.

I sindacati evidenziano che lasciare le singole aziende da sole a gestire la fiammata dei prezzi aumenta drasticamente il rischio di tagli ai servizi, crisi finanziarie aziendali e conseguenti esuberi occupazionali.

Le richieste: un tavolo di crisi regionale e l'interlocuzione con il Governo

Per scongiurare un blocco totale delle attività, FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI sollecitano la convocazione immediata di un tavolo istituzionale di crisi presso la Regione Campania, alla presenza di parti sociali, associazioni datoriali e soggetti di governo. Le priorità da affrontare sul tavolo partono innanzitutto dal sostegno alla liquidità con misure straordinarie di compensazione per le imprese di trasporto e logistica per attutire i costi vivi. Necessario anche un monitoraggio dei prezzi con verifiche dettagliate sull'andamento delle quotazioni lungo tutta la filiera del carburante per intercettare eventuali speculazioni. L'obiettivo è la salvaguardia dei livelli salariali e dei posti di lavoro legati ai settori strategici della mobilità., per questo si vuole sollecitare il governo centrale affinché intervenga su accise o crediti d'imposta per il gasolio autotrazione.

«Se si ferma il trasporto, rischia di fermarsi una parte significativa del Paese», concludono i sindacati. «Non possiamo aspettare che siano gli scaffali vuoti o le fabbriche ferme a ricordarci quanto sia strategico il sistema dei trasporti».