Il gioco diventa una delle risorse sulle quali il governo punta per rafforzare le entrate dello Stato. Slot machine, videolottery, scommesse, Bingo, Lotto e Gratta e Vinci finiscono al centro della manovra economica per il 2027, con un insieme di interventi destinati a portare nelle casse pubbliche quasi 2,6 miliardi di euro nel triennio 2027-2029. Una cifra considerevole, costruita attraverso l'aumento della tassazione, la proroga delle concessioni e nuove regole per gli operatori.
La relazione tecnica che accompagna la legge di bilancio delinea un sistema nel quale il settore del gioco pubblico è chiamato a garantire un contributo finanziario importante. Non tutto l'importo rappresenta però nuove imposte: nel calcolo rientrano anche corrispettivi concessori, versamenti straordinari e recuperi di somme precedentemente dovute.
Il risultato è comunque significativo. Secondo la ricostruzione delle misure contenute nella manovra, le entrate complessive considerate ammontano a circa 952 milioni nel 2027, 777 milioni nel 2028 e 858 milioni nel 2029. Risorse sulle quali l'esecutivo conta per sostenere gli equilibri dei conti pubblici.
Slot machine, aumentano tasse e puntate
La parte più consistente delle nuove entrate arriverà dagli apparecchi da gioco. Il governo interviene sul Prelievo erariale unico, l'imposta applicata alla raccolta delle slot machine e delle videolottery, aumentando di un punto percentuale le aliquote ordinarie.
Per le slot tradizionali il prelievo passerà dal 24 al 25%, mentre per le videolottery salirà dall'8,6 al 9,6%. È prevista anche un'aliquota del 20% per gli apparecchi che rispettano specifiche condizioni relative alla percentuale delle somme restituite ai giocatori sotto forma di vincite.
La novità non riguarda soltanto la tassazione. La manovra consente infatti di aumentare da uno a due euro la giocata massima sulle slot e da 100 a 200 euro la vincita massima per singola partita.
Una scelta che apre una questione delicata: da una parte lo Stato incrementa il prelievo fiscale, dall'altra modifica le condizioni di gioco consentendo puntate più elevate. L'effetto finale dipenderà dal comportamento dei giocatori, dall'adeguamento degli apparecchi e dalla quantità di denaro effettivamente giocata.
Le previsioni indicano un maggiore gettito di 334 milioni nel 2027, destinato a salire a 365 milioni nel 2028 e a 456 milioni nel 2029. Complessivamente, la revisione del sistema potrebbe produrre oltre 1,15 miliardi di euro in tre anni.
Concessioni più costose per gli operatori
Un altro capitolo importante riguarda il rinnovo delle concessioni. In attesa di una riforma complessiva del settore, il governo prevede di prorogare fino alla fine del 2029 diversi titoli autorizzativi per la gestione del gioco pubblico.
Per le slot machine, il costo della proroga passa da 100 a 150 euro per ciascun apparecchio. Considerando circa 243mila dispositivi, l'operazione dovrebbe garantire 36,45 milioni di euro nell'intero triennio.
Ancora più rilevante il contributo delle videolottery. Per ciascun diritto è previsto un corrispettivo di 7.500 euro, con entrate complessive stimate intorno a 463 milioni di euro, distribuite nei tre anni.
A queste somme si aggiungono i versamenti richiesti agli operatori delle scommesse su rete fisica. Nel complesso, la proroga delle concessioni per scommesse e reti degli apparecchi dovrebbe assicurare circa 281 milioni di euro all'anno.
Il meccanismo permette allo Stato di ottenere risorse immediate e garantire la continuità del servizio, ma rinvia ancora una volta il riordino strutturale del mercato.
Gratta e Vinci e Bingo, arrivano altri milioni
La manovra coinvolge anche le lotterie istantanee. Per il Gratta e Vinci viene anticipata la definizione della proroga della concessione, attualmente in scadenza nel settembre 2028. L'estensione fino al dicembre 2029 comporterà un versamento aggiuntivo di 188 milioni di euro, previsto nel 2027.
Il settore è gestito attraverso una concessione nazionale e rappresenta una componente rilevante del mercato italiano del gioco.
Cambiano anche le condizioni per le sale Bingo. La proroga delle concessioni sarà accompagnata da indennità parametrate al fatturato, con un gettito stimato di 21,5 milioni di euro annui dal 2027 al 2029.
La normativa interviene inoltre sulle distanze previste per il trasferimento delle concessioni tra comuni, riducendo da 30 a 15 chilometri il limite stradale applicabile nelle condizioni indicate dalla disciplina.
Sono modifiche che incidono sull'organizzazione del settore e sul rapporto tra operatori, amministrazioni locali e sistema delle autorizzazioni.
Una quinta estrazione per Lotto e SuperEnalotto
Tra le misure compare anche l'introduzione di una quinta estrazione settimanale per il Lotto e il SuperEnalotto. L'obiettivo è ampliare le occasioni di gioco e, di conseguenza, aumentare la raccolta e il gettito destinato all'erario.
La relazione tecnica stima entrate aggiuntive per circa 30,5 milioni nel 2027 e 43,1 milioni annui nei due esercizi successivi. Nel triennio il contributo complessivo supererebbe quindi i 116 milioni di euro.
Il calcolo si basa su una previsione di incremento della raccolta, che dovrà essere verificata alla luce dell'effettiva risposta del mercato.
La manovra introduce inoltre interventi fiscali per le sale Lan, dedicate ai videogiochi e alle attività di intrattenimento digitale. Si tratta di un comparto diverso dal gioco d'azzardo tradizionale, ma inserito nello stesso insieme di misure fiscali.
Le stime governative ipotizzano una crescita progressiva delle attività fino a circa 2.300 sale a regime, con nuove entrate derivanti dall'imposta sugli intrattenimenti e dai contributi autorizzativi.
Il nodo della dipendenza dal gioco
La scelta di rafforzare il gettito attraverso il settore dei giochi riporta al centro del dibattito una contraddizione che accompagna da anni la politica fiscale italiana. Il gioco legale produce risorse per lo Stato, ma comporta anche rischi sanitari e sociali, soprattutto quando il comportamento dei giocatori assume caratteristiche problematiche o patologiche.
Aumentare le possibilità di puntata e moltiplicare le occasioni di gioco può favorire la raccolta, ma rende ancora più importante la prevenzione del disturbo da gioco d'azzardo e la tutela delle persone vulnerabili.
Il tema riguarda direttamente il Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e le amministrazioni territoriali chiamate a gestire gli effetti della diffusione degli apparecchi e delle sale.
Anche gli operatori esprimono preoccupazioni. Le associazioni di categoria segnalano che l'aumento della pressione fiscale potrebbe ridurre la sostenibilità economica di alcune attività, soprattutto nel settore del gioco fisico, già interessato da una contrazione della raccolta negli ultimi anni.
Il governo cerca risorse, resta aperta la questione sociale
Per l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, il settore dei giochi rappresenta dunque uno strumento per reperire entrate senza ricorrere esclusivamente a interventi fiscali generalizzati. La strategia, tuttavia, presenta aspetti che dovranno essere valutati durante l'esame parlamentare della legge di bilancio.
Le proiezioni finanziarie dipendono infatti da ipotesi sulla crescita della raccolta, sull'adeguamento tecnologico degli apparecchi e sulla continuità dell'attività degli operatori. Non tutte le somme previste costituiscono maggiori entrate strutturali, né possono essere considerate automaticamente un aumento netto del gettito rispetto alla normativa vigente.
Il confronto politico sarà quindi chiamato a misurarsi con due esigenze differenti: garantire risorse alle finanze pubbliche e mantenere un sistema di regole capace di contenere i rischi connessi al gioco d'azzardo.
Una questione che va oltre i numeri della manovra. Perché dietro i miliardi attesi dall'erario ci sono milioni di giocate, un mercato complesso e una responsabilità pubblica che non può esaurirsi nella sola capacità di incassare.