A maggio il blitz dei carabinieri nel reparto di Neurochirurgia del Ruggi di Salerno. La miccia fu la denuncia dei familiari di una paziente, operata nell'ospedale salernitano e deceduta dopo l'intervento. I parenti della donna affermavano che era stata pagata una tangente di 3mila euro per scavalcare la lista d'attesa. Allora spuntò per la prima volta il nome del primario irpino Luciano Brigante.
A giugno venne poi fuori un'intercettazione telefonica che lo attaccava direttamente. La denuncia fu presentata da un 60enne salernitano. Ai militari l'uomo ha consegnato l’audio di una conversazione registrata di nascosto dal cognato nella quale il primario chiedeva 1500 euro per poterlo sottoporre ad un intervento chirurgico senza attendere la lista d'attesa.
Stando alle indagini finora realizzate dagli inquirenti, ci sono state almeno nove transazioni economiche tra pazienti e medici. Una speculazione della vergogna che lucrava su malati spesso gravissimi e su patologie che spaziavano dalla metastasi e dalla neoplasia cerebrale, passando per i problemi spinali fino al meningioma.
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Andrea Fantucchio