Intervenuto telefonicamente nel corso di DerBy, approfondimento settimanale di Otto Channel 696 sulle formazioni campane protagoniste in Serie B - in onda ogni sabato alle 21 – il presidente dell’Avellino, Walter Taccone, si è soffermato in una lunga analisi sui biancoverdi dopo la prima vittoria stagionale, maturata ieri (3-2) contro la Pro Vercelli. “Nelle prime sei giornate avevamo raccolto meno di quanto avevamo seminato. Anche un po’ di fortuna la meritavamo e, ovviamente, la accogliamo di buon grado” - ha esordito il numero uno del club biancoverde, che può esultare per i primi gol in maglia irpina di Verde e Ardemagni - “Sono due giocatori importanti, che siamo contenti di avere tra le nostre fila. Sono due dei sei attaccanti di grande qualità disposizione del tecnico. Prima o poi dovevano sbloccarsi. Verde finalmente ha giocato come punta, come voleva fare. Il mister lo ha seguito attentamente per tutta la settimana, lo ha incoraggiato e spronato in tutti i modi. E il merito della sua prestazione è principalmente di Toscano. Ci sono tifosi che continuano a metterlo in discussione, ma lui lavora in modo serio, con grande serenità e forza, dando fiducia alla squadra. Ha costruito un bel gruppo. Ardemagni? In carriera ha sempre segnato: di certo non poteva essersi dimenticato come si fa”.
Tre punti dal sapore dolce. Una boccata di ossigeno per alleggerire il carico delle aspettative dopo un lungo digiuno: “Avevamo bisogno di tempo. Contro la Pro Vercelli c’era solo D’Angelo in campo come punto di continuità rispetto alla scorsa stagione. Il campionato di Serie B è orientato alla valorizzazione dei giovani. Voglio ricordare che oggi (ieri, ndr) abbiamo giocato con un ’97; cinque ’96; Belloni, classe ‘94, e Dijimsiti che è un ‘93. A Toscano abbiamo chiesto salvezza e valorizzazione dei ragazzi. Proprio per questo gli abbiamo fatto sottoscrivere un triennale. Sentiamo che con lui possiamo portare avanti un progetto come quello sviluppato con Rastelli”.
Solo qualche giorno fa sono comparsi striscioni di contestazione nei suoi confronti. Alle spalle una settimana con numerose vicende extra-calcistiche tra inibizioni, il deferimento della Co.Vi.Soc. per i ritardi nell’iscrizione dovuti al caso Trotta ed il sequestro e dissequestro della Tribuna Terminio. Taccone non molla e guarda avanti: “Non mi sento mai in discussione. Una delle tante caratteristiche che ho è la determinazione e il desiderio, forte, di fare bene: non ho la certezza di riuscirci, ma ci provo con grande serenità e determinazione. Ci metto denaro, impegno e passione. I risultati possono essere variegati, ma non devo ricordare cosa ho fatto in otto anni. Le polemiche non sono io che le sollevo: ci hanno chiuso uno stadio per una sciocchezza, mi hanno dato un ulteriore mese di inibizione per un’altra sciocchezza, enorme che non esisteva, e mi riferisco al caso Arini, vogliono mettere in discussione l’Avellino nell’inchiesta ‘I treni del gol’ nonostante gli avvocati della Lega abbiano ribadito che l’Avellino è parte lesa e non rischia niente. Poi c’è il caso Fulham, che ci espone al rischio di un punto di penalizzazione: qualcosa di totalmente inventato. Ritengo che se c’è una causa in corso si aspetta che il giudice decida, senza costrizioni a chiudere un contenzioso che ci avrebbe visto vincenti: siamo stati costretti a pagare di più e in tempi rapidissimi. Detto ciò ho sempre saputo che in questo mondo se vinci sei bravo e intelligente, se cominci a perdere ti si scatenano contro tutte le diatribe di questo mondo. Ho però le spalle abbastanza larghe per poter sopportare le pressioni. Quelle sopra citate sono rogne che mi devo e mi voglio prendere per tutti. Non credo di aver commesso errori nella costruzione del “roster”. Toscano può valorizzarci e noi possiamo valorizzare lui come accaduto con Rastelli”.
Marco Festa