Avellino

 

di Andrea Fantucchio

«Dedichiamo intere giornate all'ascolto delle problematiche e proviamo in tutti i modi a cercare una soluzione. Quindi Abete non cercava gloria e non è solito architettare cose ad arte per creare casini. Dovrò fare un processo penale su capi di imputazione inesistenti e ho sette giorni di prognosi. Evitiamo parole inadeguate, gravissime e lesive della mia persona. Grazie». E' l'inviato di Striscia la Notizia Luca Abete a rispondere, attraverso Facebook, ad una nostra affezionata lettrice, Maria Di Lorenzo, che spesso collabora con segnalazioni importanti agli articoli di Ottopagine.

Non saranno le uniche parole scritte da Abete. Il quale tornerà sui fatti di Avellino. E sarà molto con gli agenti di polizia. Ma prima di dirvi tutto, andiamo con ordine.

La discussione via social è nata sotto questo articolo di Ottopagine.

Maria, nel suo commento, riassumeva i dubbi di quanti vedono nell'atteggiamento tenuto dall'inviato di Striscia La Notizia ad Avellino un tentativo di attirare l'attenzione.

«Abete – spiega la Di Lorenzo - cercava gloria e voi della polizia gli avete concesso l'assist. A me per la verità pare una cosa architettata ad arte per creare il casino che si è creato. Comunque, scandaloso è il linguaggio del vice questore e a dire il vero anche il fatto che abbiano consentito a Luca Abete di registrare l' audio. Cioè, come l'ha registrato? Perplessità?»

Abete non ci sta e quindi risponde per difendere in primo luogo la professionalità del suo lavoro: «Mi sarei aspettato parole diverse. In tanti possono testimoniare la serietà, la passione e la professionalità che noi abbiamo sempre messo in campo».

«Ho scritto solo e anche in altri post – spiega ancora la Di Lorenzo - che tu hai provocato e loro ci sono cascati. Non tutti la pensiamo uguale. Per il resto è una vita che difendo la categoria anche senza tanto clamore. E chi mi conosce lo sa bene!»

«Per fortuna – conclude Abete - Luca Grafner e i ragazzi del mio staff non hanno avuto problemi se non la permanenza insensata in questura per ore. La cosa grave è il tentativo di inventare una inesistente aggressione (le immagini mostrano chiaramente che non ho preso a schiaffi nessuno) per giustificare la violenza e fare la cosa più grave: alterare la dinamica dei fatti! Per questo motivo c'è da preoccuparsi. Se non avessi avuto i video mi avrebbero processato e condannato per direttissima ingiustamente. Per questo motivo, che molti hanno colto, c'è da indignarsi e non esistono concorsi di colpa. Viene prima la libertà e il diritto alla giustizia dei cittadini. Un abbraccio».

Chiude la Di Lorenzo: «Mi piacerebbe la stessa attenzione e la stessa eco anche in casi di maltrattamenti a danno di operai, studenti, e gente che protesta e manifesta per sensibilizzare opinione pubblica e governo si propri diritti calpestati e che spesso invece trovano manganelli e maltrattamenti»

E su questo ultimo aspetto evidenziato da Maria non possiamo non concordare. L'attenzione, mediatica in questi casi, potrebbe di fatto essere la chiave che evita tante e reiterate ingiustizie.

Siamo certi anche Luca Abete, sempre a difesa dei più svantaggiati, concorderà.

Voi lettori che ne pensate in proposito?