Avellino

di Luciano Trapanese

Deve essere davvero una amministrazione sull'orlo di una crisi di nervi se – di fronte alle domande di un nostro giornalista, Andrea Fantucchio -, invece di rispondere, si preferisce offendere. E in modo truce, volgare. Che non fa onore a chi è chiamato a rappresentare Avellino.

(Clicca sulla foto di copertina per guardare il video dell'intervista del nostro giornalista a Preziosi)

La domanda era semplice. E la risposta sarebbe servita a chiarire situazioni che stanno generando disagio in città. Dai dati del Comune risulta, infatti, come numerosi edifici scolastici siano sprovvisti della documentazione che attesta la vulnerabilità sismica a livello zero. E' stato invitato a chiarire.

Costantino Preziosi, assessore ai lavori pubblici, si è girato con fare baldanzoso. Prima ha detto: chi ti ha messo in bocca queste parole? E poi, dopo una replica del nostro cronista ha aggiunto: io sono un ingegnere, tu cosa sei?

Sconcertante. Anche perché alla domanda in questione non ha risposto. Ha solo offeso. Evidentemente l'assessore preferisce rilasciare innocue dichiarazioni ad altrettante innocue domande piuttosto che rispondere a legittimi dubbi.Vogliamo credere che l'ingegnere fosse provato da giorni di altissima tensione (il caso Cocchia).

Vogliamo crederlo. Ma sicuramente non giustificarlo.

Chi fa domande merita rispetto. Non lo fa per una personale curiosità. In quel momento intercetta e riferisce quelli che sono i dubbi di una intera cittadinanza. Fa solo il suo lavoro. E lo fa al servizio – in questo caso – della gente di Avellino.

Un gratuito insulto al giornalista che fa il suo mestiere è un insulto alla città.

Il cronista non ha fatto domande indiscrete. E neppure offensive. Non si è seduto sul classico “cerasiello” a fare le pulci agli amministratori. Con umiltà e garbo, dopo aver visionato e pubblicato un documento, ne ha chiesto conto all'amministratore.

Oltretutto il nostro ingegnere nella successiva e astiosa risposta, ha poi commesso due errori. Gravi proprio per un ingegnere. Il primo: ha parlato di due categorie di rischio. No assessore, ne esistono quattro.

E poi, si è fatto vanto del piano di emergenza comunale. «Lo abbiamo aggiornato nel 2013 e ora aspettiamo la Regione per adeguarci». Non si aspetti complimenti per questa frase. Anzi. Un piano se non è noto ai cittadini, è inutile. Legga bene assessore: inutile. E l'amministrazione che non comunica in modo adeguato il funzionamento del piano e se – ancora – non installa una appropriata segnaletica stradale per indicare le aree di emergenza in caso di disastro, non ha fatto il suo dovere. Quel piano, anche il più dettagliato, serve solo per far bella figura e impolverarsi su qualche scrivania o in un cassetto. E oltretutto non rispetta la normativa del '92.

E comunque, l'assessore ingegnere farebbe bene a contenersi. Nessuno lo ha offeso. Lui l'ha fatto. Ripetutamente e in modo grave e gratuito. Non ha offeso solo il nostro cronista. Ma quanti pretendono da lui risposte chiare. Che naturalmente non sono arrivate.