L'Avellino non si ferma più: la capolista Verona va k.o.

Paghera dagli undici metri, poi Verde (con complicità di Nicolas): sesto risultato utile di fila

Avellino.  

Fuori dal campo la vile aggressione nei confronti della dirigenza del Hellas Verona, ricostruita dagli scaligeri attraverso una nota ufficiale e dal campione del Mondo, ora dirigente dei gialloblù, Luca Toni, a fine partita. Sul rettangolo di gioco arimetica mista a pallone fiabesco. Il doppio del terzo indizio che, da proverbio, fa una prova: il sesto risultato utile consecutivo dell’Avellino, che balza fuori dalla zona retrocessione imponendosi per 2-0 sull’ora ex capolista guidata dall'amareggiato Pecchia. Una giornata di vergogna e di orgoglio. Di roba che non ha nulla a che fare con il calcio e di calcio puro. Quello che dovrebbe essere sempre e solamente. Quello su cui è meglio soffermarsi in attesa che la giustizia faccia il suo corso. E allora, a proposito di calcio, Novellino ha cucito un abito vincente addosso ai suoi ragazzi, che hanno ricamato gioco indossando il classico e camaleontico 4-4-2 che varia in un 4-1-4-1; soffrendo quello che c’era da soffrire e colpendo quando hanno avuto l’opportunità di farlo. Perrotta e Moretti le preannunciate novità dall'inizio. È successo tutto nel secondo tempo: il gol su calcio di rigore di Paghera, al 50’; uno dei tanti giocatori rigenerati dall’avvento del tecnico di Montemarano. A fine gara il centrocampista dirà che non aveva mai tirato un penalty. Beata incoscienza. Ma in fondo oggi era troppo grande la voglia di spazzare via lo scetticismo che gli si era accumulato sulle spalle e ripagare chi ha creduto fortemente nel suo rilancio. Giusto così. Poi, al 65’, il raddoppio di un altro gioiellino lustrato a dovere da “Monzon”: Daniele Verde, con palese complicità dell’incerto Nicolas, trafitto sotto il corpo da un sinistro centrale. Un condensato di emozioni da cui il lupo riparte verso la trasferta al “Tombolato” di Cittadella. A caccia del settebello. Ma oggi c’è da gioire arrabbiandosi. Perché la scena è stata rubata, proprio mentre un super Avellino si era meritato di prendersela.

In diretta dal "Partenio-Lombardi" Avellino - Hellas Verona: rivivi la cronaca testuale in tempo reale di Ottopagine.it

In basso la fotogallery di Mario D'Argenio.

Il tabellino.

Avellino – Hellas Verona 2-0

Marcatori: st 5' Paghera (rig.); 15' Verde.

Avellino (4-4-2): Radunovic; Laverone, Jidayi, Djimsiti, Perrotta; Lasik, Paghera, Moretti (22' st Omeonga), D’Angelo (1' st Belloni); Verde (38' st Solerio), Ardemagni. A disp.: Lezzerini, Eusepi, Castaldo, Soumarè, Bidaoui, Camarà. All.: Novellino.

Hellas Verona (4-3-1-2): Nicolas; Pisano, Caracciolo (31' st Cappelluzzo), Bianchetti, Souprayen; Romulo (31' pt Siligardi), Fossati (18' st F. Zuculini), Bessa; Zaccagni, Gomez, Luppi. A disp.: Coppola, Boldor, Troianiello, Fares, Ferrari A., Zuculini B. All.: Pecchia.

Arbitro: Serra di Torino. Assistenti: Cangiano di Napoli e Robilotta di Sala Consilina. Quarto uomo: Strippoli di Bari.

Note: Ammoniti: Djimsiti, Caracciolo, Jidayi, Bianchetti e Siligardi per gioco falloso; Moretti per comportamento non regolamentare. Angoli: 2-4. Recupero: pt 3'; st 3'.

Secondo tempo:

48' - Finisce qui! L'Avellino supera la capolista Hellas Verona, incastra il sesto risultato utile consecutivo e si tira fuori con prepotenza dalla zona retrocessione.

47' - Siligardi alto sulla traversa.

45' - Quattro minuti di recupero.

40' - Ardemagni guadagna un corner e invita il pubblico della Terminio a farsi sentire.

39' - Radunovic ci mette il guanto deviando in angolo una staffilata di Zaccagni.

38' - Socca l'ora del debutto in Serie B e con la maglia dell'Avellino per Solerio, che prende il posto di Verde.

35' - L'Avellino si divora il 3-0: gran passaggio filtrante di Verde, Belloni mette dentro per Ardemagni con un attimo di ritardo. In ritardo pure il bomber che non riesce a corregere in rete a porta ormai sguarnita. Novellino si dispera a bordocampo.

31' - Cappelluzzo per Caracciolo. Pecchia si gioca il tutto per tutto esaurendo i cambi a propria disposizione: 4-2-4.

30' - L'Avellino amministra con personalità il doppio vantaggio.

22' - Esce travolto da una pioggia di applausi Moretti: dentro Omeonga.

19' - Tiro di Siligardi: Radunovic blocca a terra.

18' - Franco Zucilini rileva Fossati: secondo cambio per il Verona. Primo angolo della partita: è per l'Avellino.

17' - Vistosa trattenuta di Siligardi su Belloni: giallo.

16' - Ammonito Moretti per aver allontanato il pallone dopo un fallo di Belloni su Zaccagno.

15' - Il raddoppio dell'Avellino. Verde rientra sul sinistro e tira: conclusione centrale, ma paperaccia di Nicolas, che si fa passare il pallone sotto il corpo.

7' - Arriva anche il comunicato solidale dell'Avellino per l'aggressione subita nel pre-gara dalla dirigenza del Verona: ù2L’U.S. Avellino condanna fermamente l’aggressione perpetrata ai danni dei dirigenti dell’Hellas Verona prima della gara, nel tragitto che conduce allo stadio Partenio-Lombardi. Un gesto vile, da parte di ignoti, che rovina una giornata di sport e che deve far riflettere tutti. Il presidente Walter Taccone, il presidente onorario Michele Gubitosa, i dirigenti biancoverdi, amareggiati e sorpresi dall’accaduto, hanno subito mostrato concreta e sincera solidarietà nei confronti dei dirigenti scaligeri, sin dal loro arrivo allo stadio. Questa società, nel rimarcare in modo netto la propria condanna in merito a quanto accaduto, prende altresì le distanze dal violento episodio che mina la filosofia di assoluta sportività del club e che non rappresenta minimamente lo spirito e l’identità degli sportivi irpini. Un’aggressione da parte di violenti che nulla hanno a che fare con la sana tifoseria biancoverde, che si è sempre distinta per un comportamento civile e corretto, esprimendo valori di fedeltà, sportività e lealtà che non possono essere intaccati da questi atti di teppismo."

6' - Partita maschia: ammoniti pure Jidayi e Bianchetti.

5' - Avellino in vantaggio. Paghera spiazza Nicolas con un gran piatto destro.

4' - Calcio di rigore per l'Avellino. Trattenuta di Caracciolo su Ardemagni, Serra indica il dischetto. Paghera prende il pallone dalle mani di Verde: vuole battere lui il penalty.

3' - Fallo di Djimisiti su Juanito Gomez: ammonito. Poi Belloni si immola su un tiro a botta sicura di  Luppi.

1' - Si riparte. Cambio per l'Avellino: Belloni rileva D'Angelo, che si era fatto male nelle battute finali del primo tempo.

0' - Comunicato dell'Hellas Verona in merito all'episodio di violenza nel pre-gara: "L'Hellas Verona FC condanna con forza il gesto vile ed intimidatorio compiuto da ignoti che, durante il tragitto che separa l'albergo, dove alloggiava la squadra, dal 'Partenio' di Avellino, in seguito ad un vero è proprio agguato hanno accerchiato e danneggiato l'auto sulla quale viaggiavano il Presidente gialloblù, Maurizio Setti, il Direttore Operativo, Francesco Barresi, Luca Toni e un' altra persona diretti allo stadio per assistere ad Avellino-Hellas Verona. Nonostante l'aggressione ed i danni alla vettura, solo grazie ai pronti riflessi del conducente sono conseguiti apparentemente limitati danni fisici per gli occupanti che verranno comunque valutati nella loro entità solo nelle prossime ore. Episodio deplorevole per quella che dovrebbe essere una giornata di sport ma che invece ha rischiato di trasformarsi in un dramma. L'Hellas Verona FC comunica inoltre che affiderà immediatamente al proprio legale ogni azione a tutela dei propri diritti nonché sporgendo formale denuncia querela avanti le autorità competenti affinché vengano avviate immediate indagini e conseguentemente presa ogni ferma decisione punitiva nei confronti dei responsabili."

Primo tempo:

48' - Finisce qui. Si va al riposo a reti inviolate.

46' - Avellino vicino al vantaggio: traversone tagliato di Verde, Ardemagni gira di testa verso la porta difesa da Nicolas, palla di poco alta sulla trasversale.

45' - Tre minuti di recupero.

44' - Retropassaggio potente: Nicolas lo allontana con affanno, quasi in scivolata.

42' - Problmi al quadricipite per D'Angelo. Ardemagni tenta la sforbiciata acrobatica su cross di Laverone: palla sul fondo.

36' - L'Avellino prova a mettere il muso nella metà campo gialloblù con le giocate di Moretti e Verde, Lasik sciupa una bella azione manovrata con un tutto con un tocco maldestro.

31' - Dentro Siligardi, fuori Romulo. Zaccagni scala a centrocampo, il neo-entrato agisce, ovviamente, in attacco.

30' - Roumulo a terra: chiamato il cambio.

29' - Luppi incrocia il destro: tiro strozzato, la palla si infrange sui cartelloni pubblicitari.

28' - Verona con costanza nella metà campo dell'Avellino.

23' - Verona ad un passo dal vantaggio: cross di Bessa per Juanito Gomez, Djimsiti scavalcato, palla di un nulla sul fondo.

21' - Il presidente onorario dell'Avellino, Michele Gubitosa, segue la gara dalla tribuna stampa. In Montevergine l'amministratore unico Walter Taccone.

17' - Trecento i tifosi del Verona al seguito della squadra. Scambio di cori tra le opposte fazioni. In Curva Sud ci sono anche i supporters di Cavese e Santacataldese (entrambe militano nel girone I di Serie D), che domani si affrontano nel proprio campionato: tripla solida amicizia celebrata assistendo insieme ad Avellino - Hellas Verona.

16' - Perrotta ci prova: tiro anche per evitare la ripartenza dell'Hellas Verona. Palla alta sulla traversa.

12' - Verde ci prova ancora: esterno della rete, illusione ottica del gol.

11' - Verona vicino al vantaggio: destro di poco sul fondo di Bessa dal limite dell'area di rigore.

4' - Sinistro di Verde, Nicolas respinge con i piedi. Avellino pericoloso.

3' - Botta alla testa per Romulo, che rientra in campo con una vistosa fasciatura dopo l'intervento dello staff medico.

1' - Si torna al campo dove è iniziata Avellino - Hellas Verona.

0' - Il presidente Setti, Luca Toni, Francesco Barresi e l'amico di famiglia che era in auto con loro hanno raggiunto lo stadio "Partenio-Lombardi" dopo l'episodio di cui vi avevamo riferito in precedenza. "Partenio-Lombardi" dove sta per iniziare il match tra Avellino e Hellas Verona. A breve l'Hellas Verona potrebbe diramare un comunicato ufficiale in merito alla vicenda.

0' - Episodio di violenza nel pre-partita di Avellino - Hellas Verona. Attimi di paura e di tensione per il presidente dell'Hellas Verona Maurizio Setti, in compagnia del dirigente Luca Toni, di Francesco Barresi (dirigenza generale del club) e di un amico di famiglia di Setti, mentre stava raggiungendo in auto lo stadio "Partenio-Lombardi" per assistere alla partita valevole per la venticinquesima giornata di Serie B. L'autovettura sarebbe stata fermata all’altezza della rotonda situata all’incrocio tra via Annarumma e via Capozzi e danneggiata da alcuni facinorosi. Setti sarebbe stato anche minacciato, ma non sembrerebbe esserci stata alcuna aggressione nei suoi confronti. Sono in ogni caso minuti concitati, in attesa di ricostruire con dovizia di particolari la vicenda. Setti si troverebbe ora in Questura per sporgere denuncia.

0' - Arrivate le formazioni ufficiali. Confermato il forfait di Belloni e l'undici annunciato in mattinata per l'Avellino. Nel Verona va in panchina Siligardi: spazio a Zaccagni nel tridente con Gomez e Luppi.

Il pre-partita:

Un’impresa per continuare la “scalata della montagna”, come l’ha definita a più riprese Walter Alfredo Novellino. Una vittoria per non smettere di risalire la classifica o almeno un risultato positivo per allungare a quota 6 la fondamentale striscia, aperta, di partite senza sconfitte. L’Avellino è pronto a lanciare l’assalto alla capolista Hellas Verona: dal momento dello start, la favorita numero uno per la vittoria del campionato di Serie B 2016/2017; con una rosa di categoria superiore, ma che fuori casa non vince dallo scorso 5 novembre (4-1 a La Spezia) e che ha evidenziato più di una difficoltà un torneo in cui, soprattutto a questo punto, tutti si aspettavano fosse già in fuga. E oggi, tra l’altro, (e non è un dettaglio) gli scaligeri dovranno fare a meno del capocannoniere Giampaolo Pazzini, squalificato. Al lupo non resta allora che provarci, forte di un’identità di gioco ben definita; facendo leva su quelle che il tecnico di Montemarano definisce “strutture”. I biancoverdi le hanno costruite giornata dopo giornata, attraverso certezze. La prima è rappresentata dal modulo: 4-4-2, che diventa un 4-1-4-1 in fase di non possesso. La seconda dalla continuità di impiego degli interpreti. Questo pomeriggio (calcio d’inizio alle 15) ci sarà da però da fare a meno del calciatore più schierato finora, ovvero il difensore uruguaiano Alejandro Damian Gonzalez, ironia della sorte appiedato per un turno dal giudice sportivo proprio contro la squadra che detiene la titolarità del suo cartellino. La sua sostituzione avverrà con lo spostamento di Laverone a destra, sulla sua fascia naturale, con l’inserimento di Perrotta sull’out opposto in una difesa che sarà completata da Radunovic tra i pali e dalla coppia centrale Jidayi Djimisiti. A centrocampo tutto ruota intorno a Belloni, in gol nel 3-1 dell'andata ed in dubbio per l’influenza: se ce la fa agisce, come sempre, a sinistra. In mezzo Paghera e Moretti, titolare per la prima volta in biancoverde, con D’Angelo mezzala aggiunta, partendo da destra, in favore di Lasik. Viceversa proprio lo slovacco presidierà la consueta corsia laterale con il dirottamento del capitano sul versante mancino del settore nevralgico. Più remota la possibilità di utilizzo, al posto di Belloni, di Verde con il concomitante inserimento di Eusepi dall’inizio. Il fantasista prestato ai lupi dalla Roma sembra infatti destinato a muoversi per la quarta gara di fila, in attacco, con Ardemagni. Il tutto mentre si rivedrà Castaldo, che siederà in panchina dopo aver quasi completato il recupero dal guaio al polpaccio destro rimediata lo scorso 18 gennaio. Dall’altra parte del campo largo a Juanito Gomez, come falso nove, con Siligardi e Luppi ai suoi lati nel tridente. Romulo può dunque scalare in mediana, nelle vesti di mezzala destra, con Fossati in cabina di regia e Bessa da mezzala sinistra. Nelle retrovie cruciale il recupero del terzino sinistro Souprayen, che permetterà a Pecchia di preservare il consueto assetto difensivo, con Pisano, Caracciolo e Bianchetti a completare la linea a quattro davanti a Nicolas. Palla al centro per una sfida che rievoca i fasti di epoche contese ai tempi della Serie A. Ma adesso non c’è tempo per gli amarcord.