Avellino

 

di Andrea Fantucchio

Un corteo che ha sfilato da via Morelli e Silvati fino a Palazzo Caracciolo. Infoltendosi di studenti ad ogni passo. Centinaia di giovani che hanno attraversato Avellino urlando, saltando, compatti e decisi. (Clicca sulla foto di copertina per guardare la protesta che in questo momento si sta svolgendo in piazza)

Un mare di protesta nato dal malcontento di un istituto che fino a ieri, con la denuncia fatta ad Ottopagine, era rimasto in silenzio: la “Fortunato Scoca” che nella girandola di trasferimenti disposti dalla Provincia dovrebbe andare alla Ipsia Giorgi di via Lorenzo Ferrante.

Ma gli studenti non ci stanno e hanno denunciato lo stato nel quale versano le aule della Giorgi. Aggiungendo che fra muffa e topi loro non studieranno. E questa mattina sono in Piazza Libertà con i ragazzi dell'Amatucci a rimarcare questo desiderio.

Quando arriviamo il coro alimentato dai megafoni rimbomba in tutta la piazza: dove lunedì a manifestare c'erano gli studenti della Luigi Amabile e del Liceo Scientifico Mancini di via Scandone, oggi ci sono volti di giovani altrettanto determinati che si battono per la stessa causa: non vogliono lasciare quella scuola che considerano casa loro, per andare in un altro istituto che non ritengono adeguato.

«Il nostro diritto allo studio – dicono – verrà negato. I trasferimenti non andavano organizzati in questo modo che non fa gli interessi di nessuno. Per risolvere un'emergenza, quella del Liceo De Luca col quale siamo sempre stati solidali, stanno mandando nel caos tre scuole».

Mentre i tamburi letteralmente rimbombano, e i ragazzi ci lasciano passare dandoci diverse pacche sulle spalle, arriviamo dove sono i genitori. Tante mamme che a breve saliranno in Provincia. Donne preoccupate per l'incolumità dei propri figli e che oggi hanno rinunciato al lavoro per essere qui

«Noi – ci spiega la signora Lina – accetteremmo anche di essere trasferiti. Ma non andremo in una scuola inagibile come quella che ci propongono. Grazie anche ad Ottopagine abbiamo mostrato le aule che a via Ferrante aspetterebbero i nostri figli: fra topi, vermi e infiltrazioni, denunciate negli anni passati dagli studenti che lì sono alloggiati quotidianamente».

«Ma ci pensate? - aggiunge un'altra madre - mentre intorno si parla del terremoto che è accaduto oltre trent'anni fa, oggi siamo ancora a questo punto. Per le scuole non si è fatto niente. Facciano pochi proclami e pensino a nostri figli».

«Lo abbiamo visto con i nostri occhi – dicono i rappresentanti dei ragazzi – ieri pomeriggio. Noi siamo solidali con tutti. Ma la Provincia non può trattarci così». 

Alle 14.00 il servizio completo su Ottochannel col collega Angelo Giuliani che è qui con me a raccontarvi una protesta che non accenna a diminuire