Un delitto efferato, la sera del 20 febbraio dello scorso anno, Eugenio Tura De Marco, carrozziere salernitano 62enne è stato trovato dalla figlia Daniela Tura De Marco, (rinviata a giudizio con l'accusa di concorso morale in omicidio) morto in una pozza di sangue, nella sua casa del quartiere delle Fornelle, centro storico di Salerno.

Poco dopo il fidanzato 22enne della donna ha confessato il delitto e di come abbia colpito il 62enne con 13 coltellate all'addome, per difendersi, a detta sua, dalle pressanti avances sessuali che avrebbe ricevuto dall'uomo, il padre della donna che amava.

 

Leggi anche: 

Delitto alle Fornelle, De Marco ucciso venerdì sera

Omicidio Fornelle: Eugenio ucciso in soli sei minuti

Omicidio Fornelle: la figlia incastrata dagli sms

Delitto delle Fornelle, storia di minacce e ricatti sessuali

Resta in carcere l’omicida delle Fornelle

 

I due si sono scambiati numerosi sms poi scoperti dagli inquirenti, parole inequivocabili per i giudici. Gli avvocati del 22enne Enrico Lizza e Luigi Gassani hanno puntato tutto sulla legittima difesa e su quella che potrebbe essere stata una reazione violenta del ragazzo provocata dall’ennesimo tentativo di approccio sessuale subito dal carrozziere sessantenne.

Questa mattina alle 12 è arrivata la sentenza. Luca Gentile è stato condannato dal tribunale di Salerno a 20 anni con rito abbreviato. Soddisfazione da parte del legale del giovane Luigi Gassani. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui 30 anni. Abbiamo ascoltato l'avvocato dell'imputato, Luigi Gassani. Clicca in alto per guardare il video.

Sara Botte