Avellino

Vincere per difendere e sperare di incrementare il vantaggio sul nono posto; vincere per tenere in vita le chance di conquistare, in volata, il secondo, che garantisce la promozione diretta in Serie A; vincere perché per l'Avellino, dopo il disarmante pari a Varese, c'è in palio qualcosa di più importante dei tre punti: riconquistare la fiducia della sua gente. Quella fiducia che si è incrinata nel momento più inatteso e nella maniera più dolorosa. L'Avellino deve vincere. Deve portare a casa una partita, quella in programma domani, alle 15, al "Partenio-Lombardi", contro la Virtus Entella, che è una diversa da tutte altre, così come lo è stata la conferenza stampa di martedì, per stessa ammissione di Pisacane. Nelle orecchie rimbombano ancora l'eco della contestazione alla ripresa degli allenamenti e le parole di questa mattina di Rastelli. È realmente arrivato, per l'Avellino, il tempo di far "ricredere tutti". Di non buttarsi via, dopo una stagione vissuta sempre tra le grandi, con un finale deprimente.

Cambiare registro. Quattro sconfitte e un pareggio nelle ultime cinque partite lontano dalle mura amiche; due vittorie nelle ultime nove uscite stagionali; tre gol nelle ultime sei gare. I numeri della crisi vanno spazzati via con una prestazione da "vecchio" Avellino. Quello, per intenderci, che fino al blitz al "Picchi" di Livorno, datato 22 febbraio, arrivava sempre primo sul pallone; ringhiava sulle caviglie degli avversari; si difendeva alla grande e puniva gli avversari alla prima opportunità. Nel giorno della duecentesima panchina da professionista di Rastelli e della centesima presenza nelle competizioni tricolore di Ely, i lupi dovranno restituire in campo i benefici del bagno di umiltà resosi indispensabile dopo la frittata dell'Ossola. Nel pomeriggio la seduta di rifinitura a porte chiuse, a culmine di una settimana con le porte spalancate per cercare di riavvicinare i tifosi, di percepirne la carica, ma anche le pressioni, è stato l'ultimo step d'avvicinamento alla sfida con i liguri di Aglietti.

È sempre 4-3-1-2. In settimana, Rastelli ha ampiamente lavorato sul 4-3-1-2. Ma guai ad associare le porte aperte come una garanzia circa l'undici iniziale che il tecnico andrà a schierare. Prudente, perciò, ipotizzare dei ballottaggi che una volta sciolti permetteranno la definitiva scelta dell'undici iniziale. In porta, il solito testa tra Gomis e Frattali. In difesa, potrebbe non essere scontato l'utilizzo di Chiosa, almeno stando a quanto dichiarato da Rastelli, in mattinata, che ha spiegato che il difensore nel giro della B Italia è stato tenuto fuori, in Lombardia, per via di un affaticamento al flessore. Se non dovesse essere ritenuto in condizioni di scendere in campo, più Fabbro che Vergara, che domenica non ha brillato lasciando il campo anzitempo. In mediana, con D'Angelo, schierato per tutta la settimana nella presunta formazione dei non titolari, il vero duello potrebbe essere tra Schiavon e Zito per il posto da mezzala sinistra, con Arini e Kone che potrebbero intercambiarsi nei ruoli di mezzala destra e vertice basso del rombo di centrocampo. Con Soumarè fuori causa per via della fascite plantare (nell'elenco dei convocati non figurano anche Bavena, per infortunio e Filkor, per scelta tecnica, ndr), Sbaffo non dovrebbe avere rivali per supportare il tandem d'attacco Mokulu - Trotta. Per Castaldo, che non segna dalla settima giornata di ritorno, potrebbe essere davvero arrivato il momento di partire dalla panchina per recuperare energie preziose dando il proprio contributo a gara in corso.

Il terzo peggior attacco della Serie B. Di fronte ci sarà una Virtus Entella in piena lotta per non retrocedere. Che, fuori casa ha vinto, finora, solo due volte, a fronte di sette pareggi e otto sconfitte. La lezione di Varese rende superfluo sottolineare che i liguri non vanno sottovalutati. D'altronde i biancocelesti hanno bisogno di punti, vitali per la lotta salvezza, e non verranno di certo in Irpinia a fare da sparring partner. Lo ha detto a chiare lettere il neotecnico Aglietti, alla prima trasferta dopo il pari interno all'esordio di lunedì scorso contro la Pro Vercelli. E l'organico della Virtus non è stracompetitivo, ma può mettere in difficoltà chiunque. Il modulo sarà, a meno di sorprese, un propositivo 4-3-3, con alte chance d'impiego per Paroni tra i pali; Iacoponi, Cesar, Ligi e Cecchini in difesa; Volpe, Battocchio e Troiano a centrocampo; Masucci e Cutolo ai lati dell'ex Sforzini. È conto alla rovescia per una vera e propria finale. E stavolta, non è una frase di rito.