di Andrea Fantucchio
Per gli ex parcheggiatori di Avellino saranno altri mesi di passione. Il Tar di Salerno, questa mattina, non si è espresso sul ricorso contro l'Acs, rappresentata dall'avvocato Aristide De Vivo, presentato dall' "Athena Service" di Santa Maria Capua Vetere. Consorzio che era stato estromesso dalla gara per l'appalto delle aree di sosta. Tutto è stato rimandato al 7 febbraio quando è prevista la discussione nel merito.
Della vertenza che riguarda gli ex dipendenti delle cooperative legate ad Acs potrebbe quindi occuparsene la nuova amministrazione. Se il ricorso sarà respinto, poi bisognerà pubblicare il nuovo bando. Tempi tecnici di almeno due mesi. Periodo in cui gli ex lavoratori non percepiranno stipendio. Come accade da oltre un anno a questa parte.
Questa mattina, di fronte al Comune, c'è stato un nuovo presidio delle maestranze. Non convinte dalll'ultimo incontro avuto col sindaco Paolo Foti. Una supposizione, alla luce di quanto accaduto oggi, rivelatasi fondata.
E' molto probabile che i lavoratori saranno di fronte al municipio anche la notte della vigilia di Natale. Situazione emblematica del collasso di un sistema, quello delle cooperative, ormai imploso. Con l'aggravante del silenzio delle istituzioni. Nessuno ha infatti ipotizzato un percorso di reinserimento alternativo per questi socialmente utili, pronti a svolgere qualsiasi attività pur di essere retribuiti. Un desiderio al momento lontano dalla realizzazione.
La protesta dura da lunedì. Giorno e notte, senza sosta. Al momento, come detto, il primo cittadino ha concesso un solo incontro con le maestranze. Sindaco che aveva riposto le sue speranze nell'udienza prevista oggi al Tribunale amministrativo regionale. Ma, come avete capito, le cose sono andate diversamente. E per i lavoratori il percorso si fa sempre più in salita. Hanno già informato il Prefetto e il Vescovo. E si sono detti pronti a interpellare anche l'Abate. Appelli disperati, figli di chi si è visto privare del diritto al lavoro. La dignità di questi uomini è tutta racchiusa lì, davanti al Comune, dove hanno dormito per giorni mentre le istituzioni li ignoravano. In attesa di una mano tesa. Al momento non ancora arrivata.
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