Da 120 ore in presidio al gelo: «Pronti ad andare dall'Abate»

I manifestanti ancora in presidio di fronte al Comune. Interpellati Prefetto e vescovo...

Notte e giorno, instancabili gli ex parcheggiatori. Ascoltati dal collega di 696 tv Angelo Giuliani. Spiegano: «Pronti ad andare anche a Montevergine».

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Se il Prefetto e il vescovo non basteranno, siamo pronti a recarci a Montevergine. E chiedere aiuto all'abate». Gli ex parcheggiatori di Avellino non si fermano. Questa mattina, sotto la pioggia battente, c'è stato l'ennesimo presidio di fronte al Comune. Una protesta pacifica che continua da lunedì. Nonostante le notti trascorse all'addiaccio di fronte al municipio, i lavoratori sono più determinati che mai.

Lavoratori si rivolgono al Prefetto e al vescovo:

Si sono recati prima in Prefettura per chiedere un incontro con la dottoressa Maria Tirone. Poi dal vescovo per fissare un appuntamento col monsignore. Intanto per il 21 è stata programmata una manifestazione ufficiale di fronte al municipio. L'ennesimo appello che, si spera, non cada nel vuoto.

Diversi i lavoratori ascoltati dal collega di 696 tv Angelo Giuliani. Vi riportiamo il commento più significativo.

«Ieri – dice uno dei presenti – l'incontro col sindaco non ha dato le certezze sperate. Ci chiede di attendere ancora, ma non crediamo più a nessuno. Questa mattina abbiamo interpellato il Prefetto e il vescovo. Siamo pronti ad andare anche a Montevergine. Fino a quando non risolveremo la questione».

Il dramma di quelle famiglie:

Oltre venti lavoratori, con famiglie a carico, che non percepiscono stipendio da oltre un anno. Da quanto l'inchiesta su Acs ha portato alla conclusione del rapporto con le cooperative alle quali le maestranze erano impiegate. Il Comune non ha ipotizzato alcun percorso di reinserimento per questi lavoratori socialmente utili. E ora, dopo le promesse dei mesi scorsi, chiede ancora tempo. Fino al 18 dicembre, per conoscere l'esito del ricorso al Tar. Presentato da una delle cooperative che aveva partecipato alla gara d'appalto per il servizio dei parcheggi. E poi almeno fino a marzo fra l'indizione del nuovo bando e l'individuazione del nuovo soggetto aggiudicatario dell'appalto delle aree di sosta. Ricorsi permettendo, è chiaro.

La solidarietà della città, il silenzio delle istituzioni:

In un quadro così drammatico vanno segnalati tanti piccoli gesti di solidarietà. Arrivati attraverso la rete, con il gruppo Facebook Non sei irpino sé in prima linea. Ma anche al di fuori del mondo del web. Ieri vi abbiamo raccontato della signora Maria che ha attraversato la città a piedi per portare i caffè caldi ai manifestanti. Così come aveva già fatto il barista del Comune, Gerardo.

Ma è buona parte della città a essere solidale con i lavoratori in protesta. I quali stanno scontando la fine di un sistema, proprio quello delle cooperative, che per anni si è intrecciato a doppio filo con la vita amministrativa della città. Ora che l'impalcatura è caduta, a rimanere sotto le macerie sono proprio i lavoratori. Quegli stessi socialmente utili ai quali il sistema di Di Nunno, oggi collassato, doveva fornire assistenza.

Anche Carlo Mele, direttore della Caritas di Avellino, è intervenuto sulla questione. Ai microfoni di 696 Tv ha ribadito l'importanza di creare il nuovo dormitorio annunciato dal Comune. E ha promesso assistenza ai manifestanti in protesta. Un altro esempio di solidarietà che cozza con l'indifferenza reiterata delle istituzioni.

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