di Andrea Fantucchio
Il giudici del tribunale del Riesame di Napoli hanno revocato gli arresti domiciliari a Gerardo Bilotta. Ex presidente di Aias, una delle due onlus irpine, l’altra è la Noi con Loro, finite al centro di un’inchiesta della Procura di Avellino. Il procuratore, Rosario Cantelmo, e il sostituto e titolare dell’indagine, Vincenzo D’Onofrio, contestano a vario titolo a dieci persone, fra le quali la moglie e due figlie dell’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, le ipotesi di reato di truffa, peculato, riciclaggio e malversazione ai danni dello Stato.
Il ricorso
Gli avvocati che assistono Bilotta, i legali Guglielmo Scarlato e Giovanni Antonio Cillo, hanno curato un ricorso esponendo l’assenza delle esigenze cautelari nei confronti dell’indagato. Bilotta, non ricopre da alcuni mesi il ruolo di presidente di Aias, non potrebbe quindi reiterare, secondo la difesa, i reati ipotizzati nei suoi confronti. Inoltre l'indagato aveva presentato della documentazione per chiarire un’ipotesi di reato di truffa che ruota intorno a una villa a contrada Camposanto.
Le contestazioni a carico di Bilotta
Secondo gli inquirenti Bilotta, con la collaborazione di Annamaria Scarinzi, nonché di Massimo, Marco e Carmine Preziuso, avrebbe utilizzato parte di finanziamenti regionali per soddisfare interessi privati. Nello specifico la Procura contesta la distrazione di un milione e 356mila euro dai conti Aias in favore di alcune aziende che non hanno nulla a che fare con la sanità. Nei confronti di Bilotta è poi ipotizzato anche un peculato perché, questo si legge nell'ordinanza del gip, con la complicità di Annamaria Preziuso avrebbe destinato 120mila euro, versati ad Aias in virtù di un accreditamento regionale, per pagare i lavori edili su una villa di sua proprietà a contrada Camposanto.
Un immobile che è anche finito al centro di una truffa contestata sempre a Bilotta: l'indagato, con la complicità di una ditta, avrebbe presentato fatture inesistenti e altra documentazione inducendo i funzionari del comune di Avellino in errore e ottenendo un contributo di 54mila 425 euro previsto dall'ex legge 219 del 1980. In proposito Bilotta ha fornito della documentazione che dimostrerebbe come la procedura sia stata legittima.
A suo carico è stata chiusa un’altra indagine
Il sostituto procuratore, Vincenzo D’Onofrio, ha chiuso un’indagine che ruota sempre intorno a Bilotta e all’Aias. Secondo l’accusa sarebbe stato indebitamente percepito un contributo relativo ai contratti di solidarietà. La somma versata dal Ministero ammonterebbe a oltre 200mila euro.
Intanto il Tar ha respinto i ricorsi di Aias
Il Tribunale Regionale di Salerno ha respinto il ricorso di Aias contro la revoca dell'autorizzazione sanitaria per poter svolgere le proprie funzioni. Si tratta di un documento propedutico anche per poter poi accedere all'accreditamento al Servizio sanitario Nazionale e quindi ai fondi dedicati. Negli ultimi anni la onlus avellinese ha usufruito di un accreditamento temporaneo finito nel mirino della Procura.
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