Avellino

 

di Marco Festa

L'invito a un bagno di umiltà, a privilegiare il profilo basso, a riguadagnarsi un futuro degno del proprio passato glorioso guardando dritto negli occhi il presente che, piaccia o meno, non si chiama più Serie B, da ormai 30 anni Serie A, ma Serie D, poteva essere sicuramente espresso in maniera più chiara, sia in sala stampa, sia in diretta TV. Ma il concetto non cambia. Ed è quello sul cui sarebbe stato opportuno soffermarsi: perché il Calcio Avellino l'ambiente irpino hanno concretamente e tutt'ora bisogno di calarsi quanto prima nella realtà attuale se vogliono tornare presto nel professionismo. Di lasciare da parte gli snobbismi. Di badare al sodo. Di prendere quanto prima consapevolezza della pazienza e della fatica che occorre e occorrerà per risalire la china. Il blasone è il blasone: è sacro, nessuno potrà mai cancellarlo, ed è giusto esserne fieri ed orgogliosi. Ma non vince le partite. Al massimo può dare una marcia in più se il calciatori capiscono, "sentono", la maglia e i trascorsi che rappresentano.

La lettura più superficiale delle dichiarazioni rese domenica scorsa da Archimede Graziani è quella che, però, è arrivata alla massa, in taluni e non rari casi palesemente ottenebrata dal pregiudizio. Dunque: oltraggio alla storia della società e croce nera sull'allenatore. E così, il day after del successo per 3-1 sulla Vis Artena è sembrato quello di una sconfitta più che di una vittoria; è diventato quello di una nota ufficiale del club, resasi indispensabile per una serie di precisazioni dello stesso mister: “Mi spiace che le mie parole siano state male interpretate, esse non erano assolutamente rivolte al pubblico o ai tifosi dell’Avellino Calcio.” - ha esordito, come noto, Graziani, che ha poi aggiunto - “L’invito a “scrollarsi la storia di dosso” verteva sulla necessità di interpretare il campionato secondo altri concetti tecnico-tattici rispetto a quelli a cui la piazza è sempre stata giustamente abituata. Se le mie parole sono risultate offensive per qualcuno me ne scuso profondamente: siamo tutti consapevoli della storia che rappresentiamo ogni giorno, ed ogni giorno lavoriamo tutti per far sì che questa storia torni a risplendere in alto, ovvero dove Avellino, la sua provincia e la sua splendida tifoseria meritano di essere.” Capitolo chiuso? Forse.

Perché evidentemente diletta di più la caccia al nemico che far quadrato, pur nella legittima libertà di spirito critico di ciascuno. A patto, però, che non sia gratuita e precostituita. In attesa che la rabbia sbollisca e il buonsenso subentri - sempre che ce ne sia ancora - rispettando oltre ad invocare rispetto, anche lo stesso lavoro del tecnico – volente o nolente - della squadra; rimandando giudizi, processi e sentenze a dopo il mercato, meglio, dunque, proiettarsi alla ripresa degli allenamenti, in programma domani al “Partenio-Lombardi”; nel corso della quale saranno valutate le condizioni degli infortunati Mitrha Sforzini, lo stato di forma di Di Paolantonio e le condizioni di Lagomarsini, che ha riportato una forte contusione a un mignolo. Preferibile orientare i pensieri già alla trasferta sul campo dell'Ostia Mare del tecnico Alfonso Greco, intervenuto in diretta su 696 TV nel corso dell'ultima puntata di 0825 (clicca qui per riascoltare il collegamento integrale, tratto da OttoChannel.tv).