Graziani e il paradosso biancoverde: vittoria e polemiche

Il tecnico a 696 TV: "Partiti tardi, la classifica dovrebbe gratificare, ma ci chiamiamo Avellino"

Avellino.  

 

di Marco Festa

L'immediato riscatto dopo la sconfitta ad Aprilia ed al termine di un tour de force di tre partite in otto giorni; il primo posto in classifica che resta distante cinque punti, in attesa dello scontro diretto del 2 dicembre al “Partenio-Lombardi” contro la capolista Trastevere; il settimo sigillo stagionale bomber De Vena: una garanzia; la partita determinante di Ciotola, che dall'errore dal dischetto contro il Castiadas è rinato: due gol di fila mettendoci lo zampino in tutte le marcature di ieri contro la Vis Artena, propositiva ma sbilanciata in avanti, che ha sognato l'impresa per soli tre minuti portandosi avanti con la rete di Costantini prima di subire la rimonta biancoverde, favorita pure da un'autorete di Montesi.

Ecco la domenica mandata in archivio dal Calcio Avellino: come un concentrato di spunti da cui ripartire. Che tiene i lupi, dopo tredici giornate, nei quartieri alti del girone G di Serie D, ma non smette di far storcere più di un muso nei confronti del tecnico Graziani, sotto la lente d'ingrandimento per la sua comunicazione e la qualità del gioco, ritenuta, non da pochi, insoddisfacente. Pressione percepita dall'allenatore e scrollata di dosso alla sua maniera, con decisione ed un invito a un bagno di umiltà collettivo: sia per “i palati fini”, come da lui stesso definiti in conferenza stampa, sia per i più esigenti, richiamati, in diretta al microfono di 696 TV Otto Channel, a guardare in faccia alla realtà più che al passato glorioso del club: "Se invece di chiamarci Avellino ci chiamassimo con un altro nome, tenendo conto di tutte le difficoltà che abbiamo avuto all'inizio, a questo punto staremmo facendo i salti di gioia...". Insomma, la vittoria non è bastata a fungere da filtro d'amore tra il mister e la piazza, ma si va avanti. Mercoledì la ripresa degli allenamenti in vista della trasferta a Ostia Mare. Poi sarà mercato: dal primo al quattordici dicembre. Ed è questa la vera chiave per primeggiare. E, magari, per rinsaldare un rapporto, tra il trainer toscano e buona parte del tifo irpino, finora con più ombre che luci.