“Era una partita trappola, ma, soprattutto nel primo tempo, non ci siamo espressi in maniera soddisfacente. I cambi in avvio di ripresa hanno inciso, ma è stato diverso soprattutto l’atteggiamento della squadra.” Così Giovanni Bucaro, al microfono di 696 TV OttoChannel, nel post partita di Calcio Avellino – Anzio 3-1. “Abbiamo affrontato una squadra abbordabile, ma comunque ci ha messo in difficoltà. È una partita che ci servirà da lezione.” - ha proseguito il tecnico dei lupi – "Dopo lo svantaggio mi aspettavo una reazione mentale della squadra. Ho provato a giocarmi il tutto per tutto con Mentana e De Vena.”
Oggi, come preannunciato, ampio turnover: “Credo che non si tratti di uomini in campo, ma di approccio alla partita per quanto riguarda le cose che non hanno funzionato. Viscovo non era al top della condizione. Visto che arriva da un periodo di inattività ho preferito non rischiarlo. Patrignani? Mi aspettavo una prova diversa da parte sua, volevo dargli una chance ma non l'ha sfruttata. Mi è sembrato piuttosto spaesato.”
Confermato in diretta l'arrivo del terzino, classe 2000, Lorenzo Betti: “Stiamo lavorando ancora sul mercato. Dobbiamo alzare ulteriormente il livello dopo l'innesto di Alfageme che mi ha fatto felicissimo: non vede l'ora di giocare, dalla prossima partita sarà a disposizione: sta bene fisicamente, si è allenato ieri e perfino al triplice fischio finale della partita, scendendo subito in campo. Betti? Sì, dovrebbe arrivare domani. Abbiamo bisogno di duemila visto che ne abbiamo pochi e le condizioni non ottimali di Cabonelli.”
Primo gol in biancoverde con dedica speciale per Kelvin Matute: “È per mia madre. Sono felice per il successo al termine di una gara difficile. L’Anzio ci ha messo in grande difficoltà, ma abbiamo visto in campo un grande gruppo. La rete per me è stata una liberazione dopo un periodo difficile. Lo reputo un punto d’inizio per portare l’Avellino dove merita. Alfageme? Sono felicissimo del suo arrivo, per il valore umano ancor prima che tecnico. Ci siamo sentiti spesso al telefono e gli ho raccontato le emozioni che questa grande piazza mi stava trasmettendo.”