Esattamente un anno fa titolavamo il contrario. Il 16 febbraio 2018, nel post-eliminazione dalla Coppa Italia contro la Vanoli Cremona, non sembrava esserci spiraglio di ripresa per il roster di Stefano Sacripanti che, dopo l'addio alla Champions League nell'epilogo del girone a Bonn, salutò anzitempo le Final Eight. Non sembra ancora possibile, a quanto pare, scoprire il futuro, ma la previsione fu azzeccata. Nella passata stagione, arrivò la finale di Europe Cup dopo sfide abordabili contro lo Tsmoki-Minsk, lo Juventus Utena e i Bakken Bears, ma dalle sfide con l'unico vero ostacolo nel percorso continentale nella seconda competizione FIBA, ovvero Venezia, la Sidigas ne uscì sconfitta. Poi, la squadra chiuse ai quarti di finale dei play off Scudetto per mano di Trento (3-1).
Fin qui, fino alle Final Eight, purtroppo, i passi compiuti dalla Sidigas di coach Nenad Vucinic sono gli stessi: saluti alla Champions nell'ultimo match del raggruppamento, in questo caso a Ventspils, e alla Coppa Italia, ancora al primo turno, ma i dettagli che hanno portato all'eliminazione sono ben diversi. Nel 2018, Avellino si presentava a Firenze con il roster al completo, da prima in classifica e da campione d'inverno. Nel 2019, la Scandone ha raggiunto il MandelaForum al termine di un percorso pieno di incognite tecniche, motivate dalle assenze pesanti e dai tanti infortuni in stagione, ma anche societarie nella prima parte dell'annata.
Il capoluogo toscano riserva ancora amarezza ai tanti tifosi irpini. Nel 2016, con Sacripanti fu finale a Milano. Da lì, tre eliminazioni ai quarti di finale, una a Rimini nel 2017 e due a Firenze che appare stregata. Il sogno di rialzare il trofeo conquistato nel 2008 resta nel cassetto ancora una volta, ma la combattività mostrata dai ragazzi di Vucinic fa ben sperare per il futuro. Resterà a lungo nella mente di tutti lo strapotere offensivo mostrato nel terzo quarto del match con Brindisi. Un bombardamento da oltre l'arco per il 40-22 complessivo che aveva garantito ai lupi il +11 al 30'. Avellino paga la poca efficienza della panchina, la scelta finale, la soluzione non orchestrata nel migliore dei modi per il tiro di Keifer Sykes, deja-vu di Joe Ragland contro a Sassari a Rimini due anni fa. La Sidigas, sotto anche di 19 nel match, ha saputo lottare fino alla fine andando oltre l'assenza di due statunitensi, Demetris Nichols e Patric Young.
Se sarà rispettata la tabella di marcia nel recupero, Nichols ritroverà a breve il parquet. Vucinic potrà ripresentare l'equilibratore del sistema. La sua assenza è costata oggettivamente carissimo: dall'infortunio rimediato con Murcia, sono arrivati 8 stop su 9 sfide giocate tra campionato, Champions e Coppa Italia. Il dubbio è legato al centro: con lo scomparso Matt Costello ("dovrà operarsi", quanto dichiarato da Vucinic nella sala stampa del PalaDelMauro) e con Young, fuori per 6 settimane, la Sidigas dovrà sfruttare la prima settimana di pausa per le Nazionali per centrare l'acquisto del lungo. La dirigenza biancoverde ha sfiorato il colpo dal nome Ike Udanoh, che è stato letteralmente ad un passo dall'essere un cestista della Scandone. Il diniego improvviso di Cantù ha bloccato l'operazione sul più bello, ma fa ben sperare la proposta della Sidigas di un sostanzioso buy-out per arrivare al giocatore dell'Acqua San Bernardo.
Una proiezione non da poco per una società che, appena qualche mese fa, appariva in difficoltà per risolvere la questione lodi e che è tornata con prepotenza sul mercato. La presenza del patron, Gianandrea De Cesare, in quel di Firenze, non è passata inosservata. Sempre più a contatto, con entusiasmo, e con una squadra che potrà riabbracciare una pedina fondamentale a breve, toccherà a Vucinic ricalibrare definitivamente un roster incompiuto, condizionato dagli infortuni, ma che ha mostrato margini di crescita infiniti. La settimana di lavoro sarà piena, vista la scelta di concentrarsi sulla Serie A non ripiegando con il quinto posto del girone di Champions alla Europe Cup. Resta l'obiettivo campionato che passa per l'acquisizione di un posto play off e di un quarto di finale Scudetto da vincere, per migliorare la scorsa stagione, evitando di replicarla fedelmente. Oggi, Firenze non sembra il punto di non ritorno, può essere il punto di ripartenza, a patto che vi siano accelerazioni e correttivi in tempi rapidi, prima di una programmazione 2019/2020 già annunciata dalla proprietà.