Avellino

Si è tenuto ieri sera, a Napoli, il preannunciato vertice della Sidigas per definire il piano d'azione per il futuro dell'U.S. Avellino, nella giornata che era iniziata con l'offerta, ufficiale, di 500mila euro da parte di Angelo Antonio D'Agostino (con la famiglia Preziosi alla finestra, ndr) per rilevare il club biancoverde. Proprio mentre erano a colloquio il patron Gianandrea De Cesare e il presidente Claudio Mauriello, che avrebbe prospettato l'idea di dimettersi nel caso in cui la scelta fosse quella di non cedere con la concomitante impossibilità di operare immediatamente per dare il via alla nuova stagione, Giovanni Bucaro ha annunciato il suo addio con una lettera in cui ha definito la scelta quale “un atto dovuto, non essendo mai stato contattato, almeno per chiarimenti”. L'ormai ex tecnico dei lupi andrà al Palermo, nella sua Palermo. Il suo posto potrebbe occupato dall'ex vice, Daniele Cinelli, che è, però, sprovvisto del patentino per allenare in Serie C e andrebbe affiancato.

La chiamata a lungo attesa è, invece, arrivata a Carlo Musa, convocato per il pomeriggio nel capoluogo campano. Ed è una notizia, anche se la conferma del direttore sportivo, che vuole vederci chiaro; capire se ci siano i margini per lavorare nel breve e lungo termine, non può considerarsi scontata. È, però, il segnale che qualcosa si sta, quantomeno, muovendo. D'altronde, la scadenza per i tesseramenti da effettuare entro 31 luglio si avvicina a grandi passi: o si parte o si parte ad handicap tra penalizzazioni in classifica ed ammende pecuniarie.

Intanto, l’ex presidente biancoverde Gaetano Tedeschi e quello della Sampdoria, Massimo Ferrero, attraverso uno studio legale milanese - di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi - sarebbero corsi in aiuto di De Cesare per le incombenze a stretto giro di posta mettendo sul piatto fino a tre milioni di euro per ricapitalizzare e garantirgli liquidità per fare mercato e non solo. Un primo passo per evitare le sopra citate sanzioni nei confronti del club con disponibilità a trattarne, successivamente, l'acquisizione. Oltre al secondo interesse manifestato formalmente, anche in termini di volontà di impegno finanziario, si vocifera che al summit di ieri abbia partecipato anche l'avvocato Capograssi, legale rappresentante di un professionista napoletano (a dispetto delle prime indiscrezioni che conducevano a una cordata veneto-lombarda, ndr) con la famiglia Iacovacci come possibile riferimento sul territorio. L'eventuale proposta di quest'ultimo, non ancora non presentata via PEC, sarebbe di un milione di euro. Come la cordata sarda che fa riferimento agli ex proprietari del Como, Massimo Nicastro e Roberto Felleca, ha, nel contempo, manifestato il proprio interesse, senza, però, avanzare un'offerta economica anche un gruppo di imprenditori di Serino.

Potrebbe, perciò, essere aperta una procedura di competitività; una sorta di asta nell’interesse dei creditori, che sortirebbe l'effetto di rendere pubbliche le offerte.