Tre tragedie che hanno coinvolto tre neonati. Vittime di errori della sanità. Tre piccole vite non ancora sbocciate che non potevano difendersi, mentre il dolore della loro perdita straziava per sempre le vite dei genitori che assistevano impotenti ai fatti.
L'ultima, in ordine di tempo, è la storia che vi abbiamo raccontato qualche ora fa. Protagonista del dramma una giovane donna avellinese, già madre di due bambini piccoli. In meno di due settimane la ragazza è rimasta vittima di due errori medici. Il primo, in ordine di tempo, l'ha vista ricoverare in ospedale in seguito a forti dolori addominali e perdite di sangue genitali. Le viene rimosso un polipo, ma i dolori non si placano. La donna viene comunque dimessa. Poi, sette giorni dopo, è il 10 giugno, i sintomi esplodono inesorabili. Sempre le stesse perdite di sangue, sempre gli stessi dolori.
La disperata corsa in ambulanza, il ricovero. L'esito che si ripete: si tratta di un polipo, operiamo. La donna stremata dalla fatica, e dall'anestesia alla quale è stata sottoposta, crolla al letto. La mattina a svegliarla è una presenza che sente fra le gambe. Le sposta un pochino, riprende coscienza. Poi guarda in basso, l'orrore. Un corpicino avvolto di sangue, senza vita, le sfiora le cosce. Urla strazianti, il disperato tentativo di una madre di ridare la vita al figlio mai nato scuotendo quel molle guscio vuoto. L'arrivo inutile degli infermieri. Poi il sequestro della salma, la denuncia attraverso l'avvocato Iorio che ci rivela il prevedibile stato di sconforto nella quale è precipitata la donna. Il racconto di una madre privata per sempre della gioia di un figlio.
Sempre questa mattina sono stati applicati gli arresti domiciliari nei confronti di due coniugi medici che lavoravano nel reparto di specializzazione di Casal di Principe, in provincia di Caserta. Nel 2011 l'uomo, insieme alla moglie che ricopriva abusivamente il ruolo di pediatria, ebbe in cura una bimba per tre mesi. Senza farle i corretti esami. Poi nel 2013 la bimba è stata ricoverata per difficoltà urinarie e crisi di pianto. Le fu prescritto semplicemente un antinfiammatorio. Ma il pianto continuava, così i genitori la portarono al Santobono dove attraverso un'ecografia si è scoperto che la bimba aveva un tumore in stato avanzato.
L'ultimo episodio risale a fine maggio. Protagonista una coppia di Solofra che ha visto trasformarsi il giorno più bello della loro vita in un incubo. La giovane mamma 31enne ricoverata martedì 31 maggio al Moscati doveva dare alla luce l'attesa figlioletta. Tanta attesa. Poi tragicamente tradita. Il cuoricino della piccola, prima del momento decisivo, ha smesso di battere. I genitori pretendono una risposta.
A questi fatti se ne aggiungerebbe anche un quarto. Questa volta a morire al Moscati è stata una madre che doveva partorire, moglie di un noto imprenditore di Venticano. Anche in questo caso è ovviamente in corso un'indagine. Il dato che emerge è però quello di una settimana nera per la nostra sanità: momenti che dovevano essere indimenticabili per quelle madri, trasformati in tragedie strazianti.
Andrea Fantucchio