di Andrea Fantucchio
E se la Provincia di Avellino avesse corso troppo per trovare una soluzione alla chiusura del liceo artistico De Luca scegliendo una soluzione che danneggerà tutti?
Il dubbio ci ha assalito dopo le proteste di questi giorni. Prima si sono lamentati la preside della Luigi Amabile e i suoi studenti, ora i genitori del liceo scientifico Mancini di via Scandone. Domani ci saranno i primi scioperi.
Tutti sembrano concordare sullo stesso punto: la Provincia ha sbagliato a rispondere alla necessità di chiudere il De Luca coinvolgendo in trasferimenti di massa anche il Mancini di via Scandone, la Luigi Amabile di via De Concilii, e la Fortunato Scoca.
Una decisione quella di Palazzo Caracciolo forse condizionata anche dall'inchiesta parallela della Procura sulle strutture scolastiche.
Si poteva agire diversamente.
Rinunciare alla centralità dell'istituto De Luca optando per un dislocamento della aule che non coinvolgesse ad anno in corso l'organizzazione di altre tre scuole.
Nelle specifico alcune aule del liceo artistico potevano essere trasferite a via Scandone dove tutt'ora ci sono delle classi inutilizzate, altre sarebbero state dislocate all'Amabile e altre ancora potevano trovar posto alla Oscar D'Agostino. Magari tenendo conto dei tre indirizzi del De Luca stesso: oltre all'artistico tradizionale, quello sportivo e quello scientifico.
Anche perché, se come la Provincia e la preside Siciliano dicono, lo sgombero del De Luca era previsto da settembre in seguito a dei controlli fatti in estate: più che ad un'emergenza improvvisa si doveva far fronte ad una problematica circoscritta.
Una problematica sulla quale i rappresentanti della Provincia hanno avuto più di un mese e mezzo per studiare una soluzione che a nostro avviso non può tradursi, come sta invece accadendo, in un brutale stravolgimento dell'ordine di tre istituti scolastici. Ad anno scolastico in corso per giunta.
Senza considerare che il provvedimento è figlio del momento e non tiene conto di controlli organici che andrebbero e andavano da tempo realizzati su tutte le strutture scolastiche in particolar modo quelle più datate.
Altrimenti, e questo è il guaio peggiore, si rischia sempre di ignorare una criticità fino a quando non sfocia in tragedia o finché non arriva un evento, come il terremoto di Amatrice, che scuote l'emotività di tutti.
E allora perché non dislocare il De Luca, fare degli screening su tutte le strutture, e aspettare per la razionalizzazione degli spazi fino alle nuove iscrizioni?
Infine, e questa è una domanda che poniamo anche al comune di Avellino e non solo alla Provincia, perché negli anni passati non si è mai realizzata una ricognizione totale delle strutture presentando poi le singole schede degli edifici?
Così da poter accedere ai bandi di adeguamento dedicati come quello realizzato ultimamente dalla Regione Campania. Lo abbiamo già chiesto all'assessore Preziosi. Non ha risposto e si è pure innervosito un bel po'.
Noi siamo ancora in attesa.
