Mentre in città l'attenzione è catalizzata sulle elezioni amministrative, l'Avellino culla le sue di ambizioni tricolore: non la fascia di sindaco, ma lo scudetto - quello di campioni d'Italia della Serie D - da provare a cucirsi sulle maglie in vista delle prossima stagione, in Serie C. E così, dopo aver goduto di qualche giorno di riposo, questo pomeriggio, a porte aperte, al “Partenio-Lombardi”, i biancoverdi inizieranno la preparazione in vista della semifinale per il titolo di Campione d'Italia di categoria, in programma venerdì, alle 18,30, allo stadio “Enzo Blasone” di Foligno - si attende solo il comunicato ufficiale della LND -, contro la Pergolettese degli ex Fabbro e Contini, ora tecnico della formazione di Crema, che ha vinto il girone D davanti al Modena.
Poco prima, con calcio d'inizio alle 15:30, al “Pietro Barbetti” di Gubbio, scenderanno in campo Cesena e Lecco per contendersi il primo posto nella finale del 2 giugno, alle 16, che si giocherà al “Curi” di Perugia. Mandato in archivio il futuro a breve termine sarà il momento di concretizzare le prime mosse in ottica del ritorno nel professionismo. Il direttore sportivo Massimo Varini è sempre più vicino all'approdo tra le file della dirigenza irpina e l'attuale, Carlo Musa, ieri ad Aranova per tifare, nel playoff di Promozione laziale, la squadra che lo ha lanciato, resta alla finestra per capire se ci siano i margini per coesistere con lo stesso Varini, sintetizzabili in chiare e nette garanzie in termini di libertà operativa in sede di calciomercato, non solo qualora l'esperto dirigente emiliano andasse a ricoprire il ruolo di direttore generale o responsabile dell'area tecnica, ma, soprattutto, nel caso in cui si desiderasse farli lavorare in tandem.