“Il calendario diventa potenzialmente agevole e determinante, in positivo, quando si è bravi a renderlo così.” Nelle parole di Giovanni Ignoffo, alla vigilia di Avellino – Bisceglie, c'è una grande quanto semplice verità. I biancoverdi arrivano, infatti, al primo dei due appuntamenti casalinghi consecutivi in calendario (lupi in campo questo pomeriggio, alle 17,30 e mercoledì, alle 18,30, contro la Virtus Francavilla, ndr), dopo essersi costruiti la possibilità di decollare in classifica, grazie alla capacità di fare necessità virtù; gestendo problemi e traversie, tramutati in soluzioni ed entusiasmo. La chance di centrare la quarta, e magari la quinta vittoria consecutiva, è, chiaramente, la naturale conseguenza di un percorso virtuoso, che può proseguire in un solo modo: confermando l'atteggiamento improntato sulla concentrazione e sulla feroce voglia di prevalere sull'avversario, ma anche grazie al fattore “Partenio-Lombardi”. Un'arma in più che può diventare tale, pure in questo caso, per effetto del sopra citato circolo virtuoso: i risultati hanno favorito la cornice di pubblico dinanzi alla quale si giocherà questo pomeriggio, con oltre cinquemila tifosi pronti a fare la propria parte perché coinvolti da una squadra capace di fare da contraltare ai problemi societari con prestazioni gagliarde e vincenti sul rettangolo di gioco.
E, allora, la priorità è non abbassare la guardia; continuare lungo il solco tracciato per arrivare al match con la Virtus Francavilla ed al derby di domenica prossima, al “Menti”, contro la Cavese, sulle ali dell'entusiasmo. Guai, però, a guardare più avanti della prossima gara. Il Bisceglie del traballante Rodolfo Vanoli, un punto nelle ultime tre partite, reduce da due sconfitte di fila, venderà certamente cara la pelle per portare a casa un risultato utile ed è, dunque, indispensabile accantonare le tabelle di marcia; concentrarsi unicamente sui novanta minuti più recupero per cui è scattato il conto alla rovescia. Lo scenario tecnico-tattico più verosimile, anche in virtù dei sopra citati cammini, che oggi si incrociano, potrebbe rendere necessario, sponda irpina, un cambio di modulo. Con buona pace del dogma boskoviano: “Squadra che vince non si cambia”. Il 5-4-1, assetto ultra-difensivo solo per numeri e apparenza, rispetto al modo in cui il mister palermitano e i suoi calciatori hanno dimostrato di interpretarlo, con ripartenze spinte a tutta velocità; una fase di possesso improntata su una fitta rete di passaggi ed un attacco armonico e collettivo della metà campo avversaria, può essere sacrificato per la necessità di fare la partita contro una rivale che, presumibilmente, serrerà i ranghi. Due attaccanti per scardinare la retroguardia pugliese? Perché no, ha aggiunto sempre Ignoffo lasciando intendere che l'impiego simultaneo di Albadoro e Charpentier non è, affatto, da escludere. Se poi sarà stata solo pre-tattica, lo si scoprirà al momento della consegna delle formazioni ufficiali.
Se così non fosse, ecco che il ritorno al 3-5-2, sistema di gioco prediletto dall'allenatore siciliano, prenderebbe forma. Testa solo al Bisceglie, ma senza dimenticare le tre partite in otto giorni, a partire da oggi, con annessa gestione dell'organico e delle energie dei singoli. Ecco perché capitan Morero, ancora alle prese con un risentimento al tendine del ginocchio sinistro, potrebbe essere risparmiato dando il semaforo verde a una linea difensiva inedita, composta da Laezza, Zullo e Illanes, con un turno di riposo o da subentrante per Celjak e Njie candidato al ruolo di outsider (se dovesse giocare, fuori Laezza o Zullo). Micovschi, De Marco, Di Paolantonio, Rossetti e Parisi chiuderebbero il cerchio occupando le caselle di centrocampo dove, fatta eccezione per Silvestri, e pur con il fresco innesto di Evangelista, date le assenze di Karic e Palmisano, la mancanza di alternative nel pacchetto interni potrebbe essere gestita con aggiustamenti tattici in corso d'opera. La possibile sorpresa? L'adozione di un 4-4-2 speculare a quello dei dirimpettai, che sembrerebbero orientati ad abbandonare proprio il 3-5-2 come schieramento di partenza. In tal caso, dentro Celjak e fuori De Marco, con Parisi arretrato nelle vesti di terzino sinistro e Rossetti largo sul versante mancino del settore nevralgico.
In casa nerazzurra un solo ballottaggio da risolvere, quello tra Carrera e Hristov per una maglia al centro della difesa. Dall'altra parte della “barricata” due ex su tre: Casadei tra i pali e Reno Wilmots in mediana. Partirà dalla panchina Diallo.
Avellino - Bisceglie, le probabili formazioni.
Stadio “Partenio-Lombardi” (ore 17,30).
Avellino (3-5-2): Abibi; Laezza, Zullo, Illanes; Micovschi, De Marco, Di Paolantonio, Rossetti, Parisi; Albadoro, Charpentier. A disp.: Tonti, Pizzella, Celjak, Morero, Njie, Falco, Alfageme, Carbonelli, Evangelista, Silvestri, Petrucci. All.: Ignoffo.
Indisponibili: Karic, Palmisano, Stojkovic.
Squalificati: nessuno.
Ballottaggi: Zullo - Morero: 55% - 45%; Zullo - Njie: 55% - 45% (se gioca Njie, Laezza al centro della difesa); Laezza - Njie: 55% - 45%; De Marco - Celjak: 55% - 45% (se gioca Celjak, 4-4-2 con Parisi terzino sinistro e Rossetti sulla fascia mancina di centrocampo).
Bisceglie (4-4-2): Casadei; Tarantino, Zigrossi, Carrera, Mastrippolito; Abonckelet, Wilmots, Ferrante, Rafetraniaina; Montero, Gatto. A disp.: Ndiaye, Diallo, Ebagua, Cardamone, Longo, Spedialere, Turi, Piccinni, Hristov, Estol, Manicone, Zibert. All.: Vanoli.
Indisponibili: Ungaro.
Squalificati: nessuno.
Ballottaggi: Carrera – Hristov: 55% - 45%.
Arbitro: Giaccaglia della sezione di Jesi. Assistenti: Ciancaglini della sezione di Vasto e Di Monte della sezione di Chieti.