Avellino

“Sarei potuto restare a mo' di prestanome a occupare formalmente il mio ruolo, ma sono troppo legato a questa piazza per poter accettare comportamenti poco chiari che ledono la mia dignità e la mia serenità.” Non smette di risuonare l'eco delle parole di Salvatore Di Somma, che lo scorso lunedì, attraverso un comunicato, ha preannunciato le sue dimissioni prima di formalizzarle alla società biancoverde. Una nota mal digerita dalla nuova proprietà perché arrivata poco dopo i saluti tra le parti, che si erano date un ulteriore appuntamento, in serata, in seguito alla riunione tenuta nel pomeriggio del 23 dicembre. A prescindere dall'evoluzione degli eventi, l'epilogo era, in ogni caso, ampiamente prevedibile. Ed è arrivato a culmine di un feeling mai sbocciato e di una incompatibilità di fondo; a margine del desiderio, legittimo, della società subentrata di rimodellare il proprio assetto dirigenziale e di quello altrettanto comprensibile, da parte dell'ormai ex direttore sportivo, di non voler essere un semplice comprimario. Che passato e futuro non sarebbero potuti coesistere lo si era poi già ampiamente intuito in occasione della presentazione ufficiale, ovvero quando il direttore generale Aniello Martone aveva smentito Di Somma in merito ai 200mila euro, frutto di premi di valorizzazione, che aveva dichiarato di aver già fatto incassare all'Avellino. Ancor prima, quel “se cambia società vado via, ho le valigie in macchina”, annunciato spontaneamente dallo stesso Di Somma, lo scorso 23 novembre, dunque, prima dell'acquisto della società da parte della IDC, non era passato inascoltato incanalando il rapporto su un binario morto ancor prima che nascesse. Una conferenza stampa spartiacque sulla quale, inizialmente, gli attuali vertici avevano glissato, ma che è tornata d'attualità per evidenziare quella che è ritenuta un'incongruenza di fondo tale da rendere di difficile comprensione l'ultima presa di posizione in ordine cronologico da parte dell'ex capitano ai tempi della Serie A. Tant'è. Il dado è tratto. E nei prossimi giorni verrà svelato il nome del sostituto di Di Somma: Carlo Musa e Carmine Russo sono in corsa per raccoglierne l'eredità, in attesa di conoscere quale sarà il ruolo, certo, nella società di Antonio Minadeo.