Piero Braglia è stato squalificato per una giornata dal giudice sportivo "per aver proferito una frase blasfema" in occasione di Potenza - Avellino, valida per il recupero della dodicesima giornata del girone C di Serie C, terminata con il risultato di 1-0 in favore dei biancoverdi. L'allenatore sarebbe stato espulso, il condizionale resta d'obbligo data la singolarità dell'episodio e, dunque, stando a quanto riportato a corredo della motivazione, durante il match con i lucani. Una sanzione disciplinare di cui nessuno si era accorto e di cui non c'è stata comunicazione, se non quella, da parte della Lega Pro, per annunciarne il turno di stop. Presumibilmente, come vi abbiamo raccontato ieri sera su Ottopagine.it, il provvedimento dovrebbe essere stato comminato in seguito al battibecco ingeneratosi nel corso dell'incontro e proseguito a fine partita, tra il tecnico grossetano, il direttore sportivo Di Somma e l'ex mister dei lupi, Ezio Capuano. Da qui, verosimilmente, anche la mancata conferenza stampa. Il club biancoverde spera, ora, di recuperare il vice di Braglia, Domenico De Simone, alle prese con il Coronavirus per la seconda volta in stagione, in vista della trasferta in programma domenica, a Francavilla Fontana, contro la Virtus. Se così non fosse, toccherebbe a Salvatore Di Somma, in possesso del patentino, guidare Miceli e compagni evitando un rebus per capire come ovviare alla situazione, data l'assenza di un collaboratore tecnico in grado, comme accaduto al Catania, di sopperire a una doppio forfait.
Avellino, Braglia e l'espulsione di cui nessuno si era accorto
Il tecnico è stato squalificato per una giornata. Dita incrociate per il recupero di De Simone
Marco Festa