Dopo la sentenza del Tar sugli ulivi e gli impianti agrivoltaici, il partito “Io Voto”denuncia le contraddizioni della politica italiana: "Destra e sinistra continuano a rallentare la transizione energetica mentre imprese e cittadini pagano il conto".
Il partito politico “Io Voto”interviene nel dibattito apertosi dopo la recente sentenza del Tar relativa all'applicazione della legge n. 144 del 1951 in materia di espianto degli alberi di ulivo, esprimendo forti perplessità sia sul merito della decisione sia sul contesto politico che continua a rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia.
Secondo il partito, il problema non riguarda soltanto una singola sentenza, ma una più ampia difficoltà del sistema politico e amministrativo italiano nel comprendere l'evoluzione dell'agricoltura moderna e le opportunità offerte dalla transizione energetica.
"L'agricoltura del 2026 non è quella del 1951. Oggi gli imprenditori agricoli devono confrontarsi con costi energetici elevatissimi, scarsità di manodopera, concorrenza internazionale e necessità di innovare i processi produttivi. Continuare a ragionare esclusivamente con strumenti normativi concepiti oltre settant'anni fa rischia di allontanare il nostro Paese dalla realtà", sottolinea il partito.
"Io Voto" evidenzia come il dibattito sulle rinnovabili sia ormai ostaggio di contraddizioni politiche trasversali.
"Da una parte assistiamo a forze del cosiddetto campo largo che criticano il Governo sul nucleare ma ostacolano, direttamente o indirettamente, numerosi progetti legati alle energie rinnovabili. Dall'altra parte vediamo una destra che continua ad attaccare parti significative del Green Deal europeo, rallenta la diffusione della mobilità elettrica e mantiene bloccati centinaia di procedimenti autorizzativi per nuovi impianti energetici. Il risultato è una paralisi che danneggia l'intero Paese".
Per "Io Voto", il caso della Sardegna dimostra come le energie rinnovabili possano rappresentare una straordinaria opportunità economica, occupazionale e industriale. Le stime disponibili indicano infatti ricadute economiche per miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro tra realizzazione, gestione e manutenzione degli impianti.
Il partito richiama inoltre con favore le recenti iniziative della Regione Toscana, che si prepara ad approvare due provvedimenti finalizzati a favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso l'individuazione delle aree idonee per nuovi impianti fotovoltaici e il rafforzamento dello sviluppo della geotermia. Una scelta che, secondo Io Voto, rappresenta un esempio concreto di programmazione e visione strategica.
"La Toscana sta dimostrando come sia possibile coniugare tutela del territorio, innovazione e sviluppo sostenibile. La volontà di semplificare le autorizzazioni per gli impianti fotovoltaici e di valorizzare una risorsa storica come la geotermia va nella direzione giusta e merita di essere riconosciuta come una buona pratica a livello nazionale".
Particolarmente critica è la valutazione del partito rispetto al procedimento che ha portato alla recente decisione del Tar.
"Appare sorprendente che in una vicenda così complessa non sia emerso con sufficiente forza il contributo di professionisti ed esperti specializzati nel settore delle energie rinnovabili, dell'agronomia e dell'agricoltura innovativa, eventualmente delegati dalla Regione Puglia. Sarebbe stato opportuno evidenziare che gli alberi eventualmente rimossi vengono ripiantati secondo le prescrizioni previste e che i nuovi modelli agricoli superintensivi consentono livelli produttivi nettamente superiori rispetto a molte coltivazioni tradizionali ormai poco sostenibili sul piano economico".
Il partito sottolinea inoltre come numerosi uliveti pugliesi siano oggi chiamati a confrontarsi con problematiche fitosanitarie e produttive che richiedono interventi innovativi e una visione di lungo periodo.
"Nessuno mette in discussione il valore storico, culturale e paesaggistico dell'olivicoltura pugliese. Tuttavia la tutela del patrimonio agricolo non può trasformarsi in immobilismo. Innovazione, sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività delle imprese devono procedere insieme".
Per “Io Voto” la vera sfida dei prossimi anni sarà costruire un modello di sviluppo capace di integrare agricoltura, tecnologia ed energia pulita senza cedere agli estremismi ideologici né alle semplificazioni propagandistiche.
"L'Italia non può permettersi di bloccare innovazione, investimenti e agricoltura moderna. Continuare a rallentare rinnovabili, agrivoltaico e infrastrutture energetiche significa rinunciare a crescita economica, occupazione e competitività, mentre imprese e cittadini continuano a pagarne il prezzo. Le future generazioni meritano una politica capace di guardare avanti e non di combattere le battaglie del passato".
