Avellino

Un autentico spreco, per qualità tecniche e senso del gol, in Serie D. Un vero lusso per la categoria, che, la scorsa estate, l'allora neo-nata Calcio Avellino SSD decise di regalare ai tifosi biancoverdi per certificare la propria voglia di riportarli immediatamente nel professionismo dopo un'estate, sportivamente, drammatica. E, infatti, Alessandro De Vena non ha deluso le aspettative: diciotto volte a bersaglio, quasi sempre decisivo; una continuità realizzativa, a tratti, disarmante. Nelle ultime undici partite, con nove presenze da titolare, un subentro dalla panchina e una sola gara non disputata (in casa della Vis Artena, ndr), quella che sembrava una macchina perfetta si è, però, “inceppata”, producendo solo due reti. O almeno, stando a un primo e più superficiale giudizio, così sembrerebbe. Perché la verità è che, in fondo, una flessione non era solo fisiologica, ma finanche preventivabile, dato che l'ex attaccante della Casertana convive con problemi alla caviglia sinistra che si trascina dietro dalla quarta giornata di andata (Avellino – Città di Anagni 1-1). Un fastidio non di poco conto, affrontato con professionalità, gestendosi; stringendo i denti e scendendo in campo previo ricorso a infiltrazioni pur di dare il proprio, determinante, contributo. Guai, perciò, a perdere di vista un'altra caratteristica, oltre alla “fame” di esserci sempre e comunque, dei calciatori in grado di fare la differenza: quella di essere risolutivi nei momenti determinanti. Due giornate alla fine del campionato, 2 sigilli per brindare a quota 20 e, magari, a quella promozione in Serie C che sembrava utopia fino a qualche settimana fa. Difficile, ma non impossibile. Come la rimonta sul Lanusei. De Vena e l'Avellino: e se il riscatto e la festa fossero doppi?

Foto: avellinossd.it