Avellino

Si è tenuto questa mattina, a Napoli, in Piazza dei Martiri, il preannunciato incontro tra i commissari giudiziali e gli avvocati di Gianandrea De Cesare, che curano gli interessi dell'imprenditore partenopeo nell'ambito del concordato in bianco accettato dal Tribunale di Avellino per evitare il fallimento della Sidigas. I commissari avrebbero condiviso le linee programmatiche presentate dai legali difensori della Sidigas S.p.A., che hanno, nel contempo, fornito una serie di documenti richiesti nel corso della riunione precedente a quella odierna. Tra questi c’è stato anche il bilancio dell’U.S. Avellino 1912 S.r.l. che nei prossimi giorni, se non già nelle prossime ore, sarà, dunque, consultabile sul sito della camera di commercio: un passo fondamentale per chi volesse farsi avanti.

In tal senso, i commissari, inoltre, avrebbero studiato l’unica offerta concreta pervenuta fino a oggi, ovvero quella, “al buio”, di Angelo Antonio D’Agostino. La cifra proposta, di dominio pubblico dallo scorso 24 luglio, ovvero 500.000 euro, comprensiva del pagamento dei debiti e dei costi di gestione; al netto di eventuali crediti, non sarebbe stata ritenuta congrua.

A chi, invece, manifesterà o ha già manifestato il proprio interesse fornendo disponibilità formali a ricapitalizzare la società o a porre in essere l'iter necessario per valutare se sussistano i margini per portare avanti una trattativa, tra cui i gruppi di cui farebbero parte l'ex presidente biancoverde, Gaetano Tedeschi, e uno che fa riferimento ad un avvocato romano, dovrebbe essere richiesta una relazione dettagliata sulla solvibilità dei rispettivi gruppi e sui componenti delle rispettive cordate, specificando il nome dell'acquirente e non solo quello dello studio legale o consulente che ne cura gli interessi. In aggiunta, ci sarebbe da mettere sul piatto un piano finanziario pluriennale per garantire un futuro solido al club. In assenza di questi presupposti non si procederà a negoziati e, ovviamente, alla una eventuale procedura di competitività. De Cesare va, dunque, avanti, almeno per ora, alla guida dell'Avellino, ma navigando sempre, pericolosamente, a vista.

Restano, intanto alla finestra, Massimo Ferrero e la famiglia Preziosi: il primo ha dichiarato di non essere intenzionato a lasciare la Sampdoria, ma l'offerta del gruppo Vialli è importante e potrebbe accettarla, dirigendo le proprie mire verso l'Irpinia per passare all'azione, come non ha fatto finora, limitandosi a informarsi da lontano. Non per caso, pure oggi l'interesse è stato confermato dai colleghi liguri di primocanale; la seconda, che lo scorso 22 luglio ha intrattenuto un colloquio esplorativo con il sindaco Festa, tramite Fabrizio, figlio di Enrico, aveva proprio in D'Agostino un potenziale riferimento sul territorio (opzione vagliata anche da Ferrero, ndr).

Di fronte agli sviluppi di oggi, lo stesso D'Agostino sembra, però, orientato a defilarsi: se definitivamente o temporaneamente sarà solo il tempo a dirlo. D'altronde, i problemi dell'attuale proprietà restano e si addensano come minacciose nubi all'orizzonte. Non per caso, De Cesare ha spiegato agli ultrà di poter garantire, se gli scenari non cambieranno con l'ausilio di uno sponsor o il supporto di un socio esterno, l'ordinaria amministrazione della società soltanto fino a ottobre. Insomma tutto si può, furoché dormire sonni tranquilli.