Di Somma direttore sportivo; poi Ignoffo e Cinelli per la panchina, con annesso staff tecnico, definito nella giornata di ieri e in attesa solo di essere ufficializzato; Montanile, responsabile del settore giovanile, affidato a Rocco, Biancolino, Molino e, nel caso si concretizzi un'idea suggestiva, anche a Juary. L'Avellino è ripartito così; sta limando agli ultimi dettagli per evitare penalizzazioni in classifica ed ammende pecuniarie adempiendo gli ormai noti obblighi relativi ai tesseramenti da formalizzare entro domani.
Resta, però, da definire il futuro societario, allo stato attuale in stand-by, ma sempre appeso a un filo sottilissimo perché, come comunicato agli ultrà della Curva Sud, De Cesare si è impegnato ad andare avanti, essendo costretto per evitare di disperdere il patrimonio rappresentato dal club, ma potrà farlo, salvo improvvisi colpi di scena; senza investire fondi se non frutto di introiti esterni a Sidigas (sponsorizzazioni e ricavato della campagna abbonamenti, ndr), al massimo fino a ottobre.
Da novembre, dopo l'udienza preliminare fissata per il prossimo 20 settembre, ci sarà da difendersi dalle accuse di appropriazione indebita, autoriciclaggio, utilizzo di fatture false e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Ed ecco, allora, che, sempre qualora la proprietà formalizzi la propria intenzione di cedere (per oggi era in programma, a Napoli, un incontro con i commissari giudiziali per valutare le offerte pervenute, ndr), potrebbe profilarsi un “derby della Lanterna” per la società biancoverde: da una parte Massimo Ferrero, che stando a quanto riferito da primocanale, dopo aver “fallito l'assalto al Palermo” avrebbe “buone possibilità di successo” di rilevare l'Avellino non prima, però, di aver perfezionato, a sua volta, la vendita della Sampdoria al gruppo Vialli per 65 milioni di euro più bonus; dall'altra Fabrizio Preziosi, figlio di Enrico, proprietario del Genoa, incontrato a Milano, lo scorso 22 luglio, dal sindaco di Avellino, Gianluca Festa.
Due possibili compratori, un punto in comune: di certo la famiglia Preziosi, ma anche lo stesso Ferrero, potrebbe, infatti, sviluppare una sinergia con Angelo Antonio D'Agostino per creare una cordata e acquistare l'Uesse. Sempre ammesso, che la Sidigas decida, effettivamente di privarsene. Quest'ultimo, non un semplice dettaglio.
