“Lasciamo a tutti i tifosi la libertà di decidere se vogliono abbonarsi o meno. Un tifoso è tale con o senza abbonamento. In una situazione imbarazzante e delicata come quella attuale, spingere o condizionare la tifoseria diventerebbe per noi una responsabilità troppo grande e pericolosa.” È questa l'estrema sintesi del comunicato con cui la Curva Sud è tornata a farsi sentire, questa mattina, per una puntualizzazione rispetto al capitolo relativo alla sottoscrizione delle tessere stagionali, tra l'altro non ancora possibile, a fronte di un futuro societario che resta pieno zeppo di incognite e che, a oggi, è caratterizzato da una navigazione a vista.
Dopo gli annunci ufficiali degli ingaggi di Albadoro e Morero, quest'ultimo accolto da una standing ovation al momento dell'ingresso in campo, ieri, al “Partenio-Lombardi”, sono, nel frattempo, attese novità sui negoziati per la conferma del centrocampista Di Paolantonio. La telefonata di Di Somma, attesa dal suo procuratore, Andrenacci, è arrivata. L'offerta, come ampiamente prevedibile e preventivabile, è al di sotto delle aspettative del calciatore, che si è preso qualche ora di tempo per riflettere prima di sciogliere le sue riserve.
Sul fronte mercato sono vicini il portiere italo-albanese Abibi, nella scorsa stagione al KF Tirana (di cui vi avevamo parlato lo scorso 29 luglio, ndr) e Rossetti, centrocampista classe '98 di proprietà del Torino.
Intanto, ieri, ad Agropoli, Walter Taccone è stato contestato da un gruppo di tifosi presenti nel Comune cilentano. I supporter locali hanno espresso più di una perplessità sul mancato impegno in prima persona dell'ex presidente dell'U.S. Avellino che, nel contempo, è tornato a parlare della fine della sua esperienza alla guida del club biancoverde: “L'Avellino non è fallito e non ha mai avuto problemi economici. Mi avevano proposto la Lega Pro e un indennizzo di danni elevato, ma mi sono intestardito, ho fatto ricorso al Tar e ho perso. Ho presentato ricorso al Consiglio di Stato: non chiederò di essere iscritto in Serie B, perché i poteri forti continuano a lavorare contro l'Avellino.” ha spiegato prima di abbandonare, polemicamente, la sala consiliare.