Avellino

Il bicchiere mezzo pieno e il bicchiere mezzo vuoto. L'Avellino si ritrova a osservarlo in un mercoledì che sarebbe dovuto essere di campionato, ma che si è tramutato in un giorno standard di preparazione infrasettimanale, per effetto del rinvio del match con il Bisceglie al prossimo 18 novembre (ore 20,45). Il tempo extra concesso ai pugliesi per completare la squadra, a fronte del ripescaggio in Serie C, formalizzato con l'iscrizione dello scorso 30 settembre, mette i biancoverdi in una duplice condizione. Da una parte ci sono i vantaggi di aver potuto ricaricare in tutta serenità le proverbiali batterie dopo il successo, all'ultimo respiro, ottenuto sabato scorso a Viterbo; di ritrovarsi con tutto il tempo a disposizione per preparare la trasferta a Palermo (domenica, ore 15); di lavorare su possibili variazioni tattiche (3-4-1-2 o rodare il 3-4-2-1); di poter studiare in tv il prossimo avversario (alle 15 i rosanero saranno di scena a Terni); di poter beneficare di eventuali defezioni dei siciliani in caso di provvedimenti disciplinari. Dall'altra, quella di un calendario che andrà certamente a ingolfarsi. Un aspetto tutt'altro che marginale, evidenziato in maniera netta dal tecnico Braglia nell'ultima conferenza stampa. Tant'è. Mentre la curva dei contagi continua a salire, non resta che rassegnarsi a vivere alla giornata e incassare l'evoluzione degli eventi, dimostrando di possedere ciò che conta più di un bicchiere mezzo o pieno o vuoto: capacità di adattarsi rimanendo, qualsiasi cosa accada, costantemente sul pezzo.