Avellino. Aste truccate, è caccia alle talpe in tribunale

Diverse agenzie immobiliari partecipavano al bottino

avellino aste truccate e caccia alle talpe in tribunale
Avellino.  

Erano i padroni. Si muovevano tra i corridoi e le stanze del tribunale di Avellino come fossero cosa loro. C’è stato un testimone, ascoltato dalla Procura Distrettuale antimafia, che ha riferito un particolare inquietante: “… spadroneggiavano, addirittura avevano le chiavi dei bagni chiusi riservati al personale”.

Ecco perché, nell’inchiesta per turbativa d’asta, la Distrettuale adesso è a caccia delle talpe, gli uomini chiave che, da dentro gli uffici, mettevano a disposizione dei Forte (Livia e Modestino) e degli Aprile (Armando Pompeo e Gianluca) i fascicoli prima ancora che fossero protocollati e resi pubblici per le aste.

Nelle carte si parla espressamente di elementi “intranei” all’amministrazione giudiziaria. Cancellieri e dipendenti infedeli che collaboravano con il “gruppo denominato tretre” per rendere tutte le aste agevoli.

A giudicare dal numero di anni in cui si è protratta questa redditizia attività, il coinvolgimento (o il colpevole silenzio negli uffici e, peggio, nelle aule) non dev’essere marginale. Quando si arriva alle cancellerie si è messo mano al cuore stesso dell’apparato giudiziario. Dopo vengono solo i giudici che prendono mazzette, come pure è accaduto a Salerno.

Quello che ancora non si legge tra le carte della Direzione Distrettuale antimafia di Napoli è il coinvolgimento diretto e indiretto di diverse agenzie immobiliari di Avellino, alcune nate proprio allo scopo di tenere sotto controllo quanto più possibile il mercato. Con la complicità delle agenzie era possibile reclutare clienti in tempo reale. Sia per ingigantire l’offerta sia per implementare i possibili acquirenti, una volta che gli esecutati non cadevano nella rete dell’organizzazione.

I tre avvocati finiti nell'indagine, i cui studi sono stati perquisiti stamane, Luciana Zeccardo, Leonardo Tammaro e Alfredo Cavallo, sono iscritti nel registro degli indagati per presunta turbativa d’asta, molto probabilmente per gli investigatori sono soltanto pontieri, portatori di messaggi o, era questo che cercavano gli investigatori, possessori di carte che potrebbero aiutare a ricostruire il mosaico. Appaio figure minori, magari coinvolte loro malgrado. Saranno le indagini a darci risposte.