"Prestanome" di un imprenditore, sannita non più agli arresti

Dai domiciliari all'obbligo di firma per Luigi Procaccini, 65 anni, di Cautano

prestanome di un imprenditore sannita non piu agli arresti

Maltrattamenti alla sorella disabile, il 53enne di Benevento respinge ogni addebito

Benevento.  

Ha dichiarato l'inefficacia di sei capi di imputazione ed ha disposto, per gli altri due, una misura diversa da quella iniziale: l'obbligo di firma. Fine degli arresti domiciliari, ai quali era sottoposto dalla fine di ottobre, per Luigi Procaccini (avvocato Antonio Leone), 65 anni, di Cautano, tirato in ballo da una inchiesta della Dia di Firenze. La decisione è stata adottata dal gip Alessandro Moneti, che aveva firmato l'ordinanza a carico di Procaccini: un provvedimento che aveva interessato ache altre due persone, una delle quali, Luigi Pergamo, 45 anni, imprenditore, era finito in carcere.

Procaccini è considerato dagli inquirenti un membro di una presunta associazione, con il ruolo di prestanome di Pergamo nella gestione di quattro società attraverso le quali sarebbe stata realizzata una consistente evasione fiscale. Inoltre, avrebbe assunto il controllo di quattro alberghi a Chianciano Terme. Un'immagine, quella di “fedelissimo trasferitosi nel 2017 in pianta stabile a Chianciano Terme, pronto persino a sacrificarsi per il suo capo”, che il sannita aveva respinto durante l'interrogatorio di garanzia, definendosi una vittima del suo datore di lavoro, un dipendente caduto in una ragnatela intessuta ai suoi danni senza che lui ne avesse consapevolezza

Aveva affermato di non aver mai finanziato Pergamo e di essere stato sempre all'oscuro, anche perchè privo, di qualsiasi potere decisionale, del disegno tratteggiato dall'accusa, aggiungendo, rispetto agli addebiti di intestazione fittizia di beni, peculato e false fatture, che tutte le manovre economiche sarebbero state compiute da Pergamo e sempre a sua insaputa. Insomma, sarebbe stato usato come un fantoccio che doveva rispettare gli ordini ricevuti, senza incassare alcuna somma di denaro. Procaccini aveva infatti evidenziato di essere creditore degli stipendi che non gli sarebbero stati corrisposti come lavoratore, e di non aver mai gestito in maniera diretta le attività di Pergamo, per il quale si sarebbe messo a disposizione solo per assicurare alla famiglia un'entrata.

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NON HO MAI MALTRATTATO MIA SORELLA, SI E' INVENTATA TUTTO

Ha respinto l'accusa di aver maltrattato la sorella disabile, sostenendo che lei, affetta da problemi mentali, si è inventata tutto. Assistito dall'avvocato Antonio Leone, si è difeso così, dinanzi al gip Vincenzo Landolfi, il 53enne di Benevento che qualche giorno fa è stato destinatario dell'allontanamento dalla casa di famiglia, che peraltro aveva già lasciato. La misura è stata adottata in una indagine dei carabinieri: secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe colpito con calci, pugni e schiaffi la poverina.

Infine, revocato l’obbligo di firma per Carmine De Rosa, 26 anni, di Telese, difeso dallo stesso avvocato Leone, fermato nel febbraio del 2020 per un furto a San Salvatore Telesino.